Uranio arricchito

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Cos’è l’uranio arricchito?

Nei mesi scorsi si è parlato molto dell’uranio arricchito a causa degli esperimenti del governo iraniano per l’arricchimento dell’uranio. Ma nessuno o quasi ha mai detto cosa fosse in effetti l’uranio arricchito né se avesse altri utilizzi al di fuori di una bomba atomica. Cerchiamo di fare un po’ di luce.

L’uranio è presente in natura in diversi isotopi, ma solo l’isotopo U235 è in grado di dare vita ad una reazione nucleare, controllata nel caso di un reattore nucleare, incontrollata nel caso di una bomba atomica. Per fortuna l’isotopo U235 esiste in natura in una quantità molto minore rispetto al isotopo U238: volendo fare una percentuale, nell’uranio naturale solo lo 0.7% è Uranio 235. Tuttavia una percentuale così bassa non è in grado di dar vita a durature reazioni di fissione… figuriamoci ad una bomba atomica. Per avere una quantità apprezzabile da poter essere usata in un reattore (per la produzione di energia elettrica) bisogna arricchire l’uranio naturale dell’isotopo 235 fino a percentuali del 3-5%. Per cominciare a parlare di bombe bisogna avere percentuali di arricchimento superiori al 20% (uranio altamente arricchito): tuttavia la percentuale minima per una bomba è dell’85% con una massa critica (capace cioè di innescare una reazione nucleare incontrollata) pari a 50Kg; man mano che la percentuale di arricchimento scende la massa critica aumenta esponenzialmente; al 20% quindi la bomba diventerebbe un colosso non trasportabile a solo rischio e pericolo del costruttore.

Come scarto del processo di arricchimento vi è il famigerato uranio impoverito di cui parleremo brevemente in altra sede.

Immagine via commons.wikimedia.org

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