Un Paese in protesta

PrincipeAppena ho visto questa immagine mi è venuta in mente quella del rivoltoso sconosciuto, o anche Tank man… insomma, quell’uomo (forse uno studente, ma nessuno lo sa… poi ogni aggettivo sarebbe inutile) piazzatosi di fronte ai carri armati nella piazza Tien An Men, il 5 giugno del 1989. A Pechino. In Cina.


È vero, non c’è paragone tra un carro armato ed un treno, ma provate voi a mettervici di fronte: suppongo avreste la stessa paura di fronte ad entrambi; anzi no, forse più di fronte al treno, perché oggi sapete che un carro armato non spara, ma un treno si ferma in molto più tempo e spazio e se frena con un solo istante di ritardo… boom!

E così ancora una volta gli studenti e i dottorandi e i ricercatori e i docenti si trovano in piazza, sui tetti, per le strade e nelle stazioni, a protestare, per un diritto allo studio e all’istruzione ormai calpestato. E ormai si mina il sapere, si mina la ricerca in tutte le sue forme… insomma, si mina il futuro in cui ogni altro paese semina! Sì, perché il mondo – ok, il resto del mondo – in momenti di crisi investe nelle nuove idee, nelle nuove potenzialità. Ora invece chi ha potenzialità è costretto ad investirle sui tetti delle università, dei monumenti di questo nostro fantastico paese! E così molti ricercatori già da tempo non tengono più lezioni, e per tanto hanno bloccato esami e sedute di laurea! Proprio così, studenti che hanno visto la laurea sfumare, rimandata a chissà quando, altri invece che hanno avuto l’opportunità di discutere la propria tesi tra le piazze della città per protesta!

E così oggi ancora Genova viene bloccata, invasa. Occupata. Ma chi è in realtà l’occupante? Chi ferma il traffico… o chi ferma il paese per via di un gioco dei poteri votato all’autodistruzione? È vero, è triste andare all’esame preparati da 30 e lode e vedere l’aula vuota, senza il ricercatore con la camicia, gli statini… e suppongo faccia rabbia (scrivo “suppongo” perché ne ho solo testimonianze indirette). Ma forse bisogna pensare che è meglio un esame sfumato ora, piuttosto che ritrovarsi un domani assai vicino con un titolo di studi sì sudato, ma che magari, agli occhi del resto del mondo, sarà tutt’altro che un lasciapassare verso i propri sogni.

ATuttoNet
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