Percorsi d'esame – la televisione


antenna

Trovo che la televisione sia uno strumento molto educativo: ogni volta che qualcuno accende l’apparecchio vado nella stanza accanto a leggere un libro. (cit.: Groucho Marx).

Potrebbe cominciare (o finire) così un percorso multidisciplinare sulla televisione. Sì, avete capito bene, la tv! La domanda nasce ovviamente spontanea: cosa ci sarà mai di multidisciplinare nella televisione?

Bisogna innanzitutto dire che la televisione ha accompagnato una buona parte della storia del secolo scorso, sia in Italia che nel mondo. Basta pensare che la prima trasmissione regolare al mondo è stata messa in onda dalla Germania nazista in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936: già in questa occasione la televisione fornì un potentissimo mezzo di propaganda per i nazisti, che tra le altre cose si preoccuparono di installare anche dei rudimentali maxischermi per la città di Berlino pur di esaltare le imprese degli atleti (tedeschi).
Dal punto di vista psicologico e pedagogico c’è molto da dire: la nascita degli spot (il primo fu nel 1941 negli Stati Uniti), i Carosello in Italia, così come il programma Non è mai troppo tardi (in Italia) che avrebbe aiutato più di un milione di persone a raggiungere almeno la licenza elementare (basta pensare che l’analfabetismo era ancora molto diffuso negli anni ’60)… fino alla televisione di oggi. Dunque sarebbe interessante approfondire questi aspetti psico-pedagogici, nonché gli effetti che un uso scorretto della televisione potrebbe avere sulle masse (basti pensare al film/fumetto V per vendetta per avere un’idea, anche se indubbiamente estremizzato).
È indubbio poi che la televisione è un apparecchio tecnologico la cui base è riducibile ad alcuni concetti della fisica che si studia in un ultimo anno di liceo, il che ovviamente comprende per forza un pizzico di matematica. Se non siete ancora contenti, ricordiamo che la prima trasmissione mondiale riguardò lo sbarco sulla luna.
Esiste poi un legame tra televisione e letteratura non proprio idilliaco: molti infatti sono stati i letterati italiani che si sono espressi nei riguardi della televisione e, quindi, della cultura di massa, in maniera non proprio positiva; due tra tanti, Moravia e Pasolini.

Immagine via opencage.info

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