Pensione e riscatto laurea


pergamena

Conviene riscattare gli anni della laurea?

Cominciamo col dire che il riscatto degli anni della laurea consegue all’acquisizione del diritto alla pensione nonché ad aumentarne l’importo, considerando gli anni della laurea come anni di lavoro (naturalmente non vengono contati gli anni fuori corso!). Tutto ciò ovviamente non è gratis, poiché la procedura comporta il versamento di una quota da pagare al proprio ente di previdenza e che copre in pratica l’incremento (della pensione stessa) derivante dagli anni che si riscattano.

La quota viene calcolata in maniera differente a seconda delle date del periodo da riscattare: per il sistema di calcolo retributivo, che si applica per periodi di studi terminati entro il 1995, si paga circa il 33% dell’ultima dichiarazione dei redditi per ogni anno da riscattare; per il sistema di calcolo contributivo (post 1995) ci si basa su tabelle che tengono conto di vari parametri, tra i quali anche l’età. Per questo motivo riscattare la laurea subito conviene, altrimenti potrebbero facilmente essere più favorevoli i fondi di previdenza integrativa.

Bisogna ricordare, ai fini del riscatto, che la somma richiesta dall’ente di previdenza va versata entro due mesi dalla richiesta o può essere rateizzata in non più di 120 rate (10 anni); la somma è interamente deducibile dal reddito del richiedente, o comunque da quello di un genitore nel caso il richiedente sia un giovane senza reddito; i modelli per la domanda si chiamano RL1 o anche RLP e vanno presentati all’INPS, agli Istituti di Patronato o al Sindacato.

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