La spada di Damocle


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Cos’è la spada di Damocle?

La spada di Damocle è la rappresentazione metaforica dell’incertezza e della responsabilità causate dall’avere un grande potere. Su di esso infatti incombono sempre da un lato il pericolo di perderlo, dall’altro la difficoltà nel mantenerlo. Oggigiorno, inoltre, l’espressione è usata per indicare anche un pericolo possibile o incombente. Ma da dove viene?

Secondo quanto riportato da Cicerone, Damocle è un cortigiano di Dionisio II, tiranno di Siracusa; egli è un forte adulatore del tiranno, e gli fa spesso e volentieri notare la sua fortuna nell’avere un grande potere ed una grande autorità. Tuttavia, essendo di parere contrario, il tiranno gli propone di scambiare i ruoli per un giorno, così che Damocle stesso possa godere della fortuna dell’adulato. Facile aspettarsi che Damocle accetta lo scambio: durante il banchetto egli comincia quindi ad assaporare i piaceri derivati dal potere, i cibi prelibati e le bellissime donne che lo circondano. Solo alla fine si accorge di una spada sospesa sulla sua testa, sostenuta soltanto da un crine di cavallo, che il tiranno stesso aveva fatto mettere lì per rappresentare la sua continua esposizione a minacce ed il rischio continuo della sua incolumità. Subito Damocle si ricrede sulla sua (anche se momentanea) fortuna e chiede a Dionisio di terminare anzitempo il loro avvicendamento.

Immagine via commons.wikimedia.org

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