Kierkegaard

Autore:

kierkegaardKieerkegard puo’ essere considerato il padre dell’esistenzialismo moderno.
Nel pensiero di Kieerkegard possiamo trovare, in primo luogo, tre caratteristiche fondamentali.
La prima caratteristica del pensiero di Kieerkegard e’ quella di mettere in luce come l’esistenza umana possa essere ricondotta alla categoria di possibilita’.
Kieerkegard mette soprattutto in rilievo il carattere negativo e paralizzante di essa, poiché la possibilita’ e’ possibilita’ che si e possibilita’ che non (minaccia del nulla). Kieerkegard si sente paralizzato davanti alle alternative e si trova quindi a vivere in uno stato di indecisione permanente. La seconda caratteristica di fondo del pensiero di Kieerkegard e’ quella di cercare di chiarire le possibilita’ che si offrono all’uomo, ovvero le alternative dell’esistenza. La terza caratteristica e’ l’esplicita fede nel Cristianesimo, visto come unica ancora di salvezza contro l’angosce la disperazione dell’esistenza.
Kieerkegard va contro l’idealismo di Hegel (che a suo dire dissolve il singolo nella ragione universale) e proclama la singolarita’ come categoria propria dell’esistenza umana. Mentre per Hegel l’uomo era un genere animale, per Kieerkegard solo negli animali il genere e’ superiore al singolo mentre nel genere umano il singolo e’ superiore alla specie. Egli si oppone inoltre all’identificazione uomo Dio (panteismo idealistico) e persegue una riflessione oggettiva ed esistenziale. Nelle sue opere Kieerkegard descrive le alternative esistenziali che si presentano all’uomo: la vita estetica e la vita morale. Le due possibilita’ non sono legate da un rapporto di continuita’ ma sono ben distinte ed opposte. La vita estetica (impersonata da Don Giovanni nel Diario di un seduttore) e quella dell’individuo teso a vivere dell’attimo fuggevole ed irripetibile, cogliere nella vita quello che vi e’ di interessante vivendo in uno stato di ebbrezza continua. Ma essa ben presto sbocca nella disperazione e nella noia. Per sfuggirvi l’uomo deve riagganciarsi all’altra alternativa ovvero la vita morale. Mentre la vita estetica rappresenta la continua variazione, essa rappresenta la stabilita’ (figura del marito in opposizione all’amante Don Giovani) ovvero la riaffermazione di se da parte dell’uomo. L’uomo scopre dentro di se una ricchezza infinita ed approda al pentimento degli sbagli passati: così si passa alla vita religiosa. Non c’e’ pero continuita’ fra la vita etica e’ quella religiosa ma un vero e proprio abisso. Questo e’ rappresentato dalla figura di Abramo che si trova a dovere affrontare la scelta fra l’imperativo morale (non uccidere il figlio Isacco) e quello religioso che contraddiceva quello morale. A questo punto interviene quindi la fede che Kieerkegard vede come dono Divino.
Ma essa, per Kieerkegard, e’ anche paradosso e scandalo. L’uomo infatti deve scegliere se avere fede o meno ma ogni sua iniziativa e’ in ogni caso in funzione di Dio stesso
L’esistenza per Kieerkegard e’ possibilita’. Ma la possibilita’ genera l’angoscia che e’ il fondamento del peccato (figura di Adamo). Mentre l’angoscia viene dalla possibilita’ che si riferisce al mondo, la disperazione viene dalla possibilita’ che si riferisce all’io. L’io vuole essere se stesso o non vuole essere se stesso. L’unico antidoto contro la disperazione e’ la fede. L’uomo, infatti, deve riconoscere la non – autonomia dell’io da Dio a cui tutto e’ possibile.
Per Kieerkegard, inoltre, la storia non e’ una Teofania (manifestazione dell’assoluto) come per Hegel, poiché il rapporto fra il Dio e l’uomo si verifica, non nella storia ma nell’istante.