Giovanni Verga, "X"

VergaX è una novella giovanile di Giovanni Verga pubblicata molto prima del suo approdo al Verismo. Tutta la storia gira intorno ad un incontro fortuito durante una festa alla Scala di Milano: una donna dal volto coperto ma con uno sguardo tale da rapire immediatamente i sogni del giovane Verga in una passione d’amore improvvisa quanto breve. Egli fa una descrizione della donna così minuziosa da scolpirla facilmente nell’immaginario di chi legge: e soprattutto degli occhi che sanno parlare senza che la misteriosa donna, l’incognita, come lui la chiama, proferisse parola. E così i due in una notte si perdono tra la folla, poi si cercano e si ritrovano giorni dopo, ma ormai è tutto svanito per lui: la curiosità l’aveva spinto a cercarla, desiderarla, e ora che lei gli dimostrava il suo amore lui non ne voleva sapere; anche la promessa di rivederla il giorno dopo diventa un ostacolo al desiderio. Lei così gli racconta la sua storia con il cugino, che non l’amava più, ed il suo desiderio di amare lui, Verga, che senza neppure averla vista le aveva detto con gli occhi quanto le piacesse. Ma lui scappa, le dice addio, sentendosi indegno di un amore non più condiviso, ma conscio di perdere un vero tesoro.

La novella non svela ogni arcano neppure alla fine, come obbediente a quel forte influsso momentaneo della Scapigliatura Milanese: Verga riceve una lettera della donna che lo invita, se vuole, ad un ultimo addio, al cimitero, dove c’è una croce con su scritta una X; e lui, di fronte alla tomba della donna, rivede il sorriso della sua incognita, sente la sua voce, le sue parole… ed un gran freddo.

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