Dottor Jekyll e Mr. Hyde – capitolo 8 – 1


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Il dottor Jekyll conduceva ormai una vita da recluso: sempre chiuso a chiave nel suo laboratorio, e questo spaventava a tal punto il buon Poole da indurlo a visitare Utterson per sfogarsi di quel che ormai provava. Paura! Ma c’era dell’altro: un delitto. Poole ne era così sicuro che Utterson non fece passare un attimo che erano già in strada verso la casa di Jekyll. La porta di casa era sprangata, sicché Poole dovette annunciarsi prima che gli venisse aperto: tutta la servitù era lì, nell’atrio, impaurita.
Poole prese quindi una candela e condusse l’avvocato verso la porta del laboratorio di Jekyll, suggerendogli però di non entrare. All’annuncio della visita rispose una voce piuttosto alterata, tanto che Poole, dopo venti anni di servizio, giurava che lì dentro non vi fosse più il dottore da ben otto giorni, da quando cioè l’avevano tutti sentito gridare ed invocare il nome di Dio per l’ultima volta.

Ma perché l’assassino si sarebbe fermato lì sul luogo del delitto?
L’ultima settimana l’uomo che occupava la stanza non aveva fatto altro che mandare ordini scritti su dei pezzi di carta e buttati giù per la scala: cercava sempre la stessa medicina. E ogni volta che Poole tornava con un carico di quella roba lui la mandava indietro perché non era pura, ordinandone quindi un altro quantitativo presso un’altra ditta. L’uomo inoltre non si faceva vedere: lasciava fuori i pasti che gli portavano per poi portarli dentro di nascosto (quelle rare volte che mangiava)

Continua: Dottor Jekyll e Mr. Hyde – capitolo 8 – 2





COMMENTI

  • michael - -

    ma e il riassunto di tutto il capitolo 8?

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