Dottor Jekyll e Mr. Hyde – Capitolo 10 – 3


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L’infausta trasformazione aveva dunque messo il dottor Jekyll di fronte ad un bivio: abbandonare la sua vera identità per una vita completamente dissoluta o seguire la strada tracciata nel corso di tanti anni? Per quanto dolorosa, la scelta ricadde sulla seconda; ma Jekyll non si era disfatto di nulla che riguardasse Hyde: né dei suoi panni né della casa in Soho.

La vita dunque aveva ripreso il suo corso originario. Due mesi interi dediti ad una vita più morigerata di sempre, finché il dottore dentro di sé quasi sentiva Hyde dimenarsi come intrappolato… finché arrivò un momento di debolezza… finché il dottore preparò la pozione e la bevve.

Hyde si liberò con tutta la foga repressa in quei due mesi, con un urlo diabolico e con una propensione al male ancor più sfrenata. E fu proprio quella la notte dell’assassinio del signor Carew, sul cui corpo esanime Hyde si era sfogato senza alcuna pietà; e ancora una volta fu il momento delle lacrime e di un addio per sempre ad Edward Hyde.

Le cose dunque erano cambiate, e Jekyll aveva ripreso la sua vita nell’interesse del prossimo, ma la strada per la dannazione era ormai spianata, bastava solo un attimo di distrazione… e così, quando un giorno, seduto su di una panchina come la più normale tra le persone, fiducioso di avere ormai vinto la battaglia contro il suo doppio malvagio, ecco la nausea ed i brividi e gli spasmi ed ecco di nuovo gli abiti a penzoloni e di nuovo i pensieri vagare liberi come non mai e di nuovo, ancora una volta, Hyde.

Ora però Hyde era ricercato dalla polizia per via dell’omicidio, e la pozione era chiusa nel laboratorio e di certo i suoi domestici lo avrebbero consegnato alle autorità. Come arrivare ad essa? Tra i mille pensieri gli venne in mente Lanyon ed il modo di arrivare a lui: scrivere la lettera in un hotel, aspettare lì fino alla mezzanotte, quindi farsi portare fino alla casa dell’amico dottore da una vettura di piazza.

Quello che successe a casa di Lanyon è storia nota, ed il seguito non fu ovviamente rose e fiori: Hyde ricompariva ad ogni ora del giorno e della notte, ogni qual volta Jekyll abbassasse l’attenzione o non fosse sotto l’effetto della pozione – effetto che ormai durava poche ore; non solo, la scorta dei sali, quelli originali, era terminata, e quella nuova non aveva alcun effetto. Con le ultime pozioni buone Jekyll aveva scritto la sua confessione, e di lì a poco avrebbe ripreso per sempre le sembianze di Hyde; di lì a poco avrebbe ripreso a camminare su e giù per la stanza tendendo l’orecchio alle sue paure; di lì a poco la sua vita sarebbe finita ed il resto, che fosse stato il suicidio o la forca, non erano più di suo interesse poiché tutto sarebbe stato nelle mani del signor Edward Hyde.
Qui dunque, a questo punto, nel momento in cui poso la penna e sigillo la mia confessione, termino la vita dell’infelice Henry Jekyll.

Continua: Dottor Jekyll e Mr. Hyde – capitolo 10 – 2





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