Cinque giornate di Milano


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Le cinque giornate di Milano rappresentano uno dei maggiori episodi del Risorgimento italiano ed un forte esempio di coscienza popolare italiana. La città di Milano faceva parte dell’Impero Austriaco, ed essendo particolarmente prospera e sviluppata era molto sfruttata dagli occupanti, tanto da creare malcontento in tutta la popolazione. Tuttavia, rispetto ai soprusi subiti fino a quei giorni (la prima giornata fa data 18 marzo 1848), pare che il motivo scatenante della rivolta sia stato un semplice sigaro! Gli austriaci infatti avevano imposto una tassa sul tabacco, sicché i milanesi decisero di non fumare più. Tuttavia, pur di indurli al fumo, i poliziotti austriaci avevano l’ordine di fumare per le strade… sicché un milanese, stanco del fumo che uno dei poliziotti gli soffiava in faccia, gli prese il sigaro e glielo gettò a terra. Il tutto sarebbe finito con l’arresto di quell’uomo, se non che tutti i presenti entrarono nella vicenda prendendo le parti dell’uomo e mettendo in fuga i militari e gli altri austriaci. A questo punto la rivolta dilagò per tutta la città.

Milano fu in poco tempo piena di barricate, e lì dove mancavano le armi ci si attrezzava con olio bollente, lanciando tegole dai tetti o altro ancora; il Consiglio di guerra era animato da un tale Carlo Cattaneo ed i messaggi del consiglio viaggiavano per la città grazie ai ragazzi dell’orfanotrofio.

Vista la situazione disperata per i suoi uomini, il maresciallo Radetzky preferì ritirarsi verso il Quadrilatero, una zona potentemente fortificata tra le città di Verona, Legnano, Mantova e Peschiera del Garda, a far data 22 marzo 1848, temendo, oltre all’insurrezione nel centro della città, un arrivo di nuovi insorti dalle campagne ed una mano forte dall’esercito Albertino. Alla fine degli scontri, sul duomo di Milano comparve una bandiera tricolore, esattamente sulla guglia della Madonnina.

Tuttavia l’esercito Albertino non offese mai con decisione il nemico austriaco, lasciando libera la via della ritirata. Non solo: gli austriaci ripresero la città di Vicenza il 10 giugno e sconfissero l’esercito piemontese nella prima battaglia di Custoza; il 4 agosto, infine, Carlo Alberto capitolò nella battaglia di Milano chiedendo quindi l’armistizio, e rendendo così momentaneamente vano il sacrificio di molti durante le cinque giornate di Milano.

Immagine via commons.wikimedia.org

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