Cavalleria Rusticana

Cavalleria_RusticanaCavalleria rusticana, con Rosso Malpelo, è tra le più conosciute delle novelle di Giovanni Verga. Ebbe anche una versione teatrale, diretta dallo stesso Verga, e da essa venne ricavato un melodramma musicato da Pietro Mascagni.

Il titolo della novella è ironico: quella che una volta era la cavalleria, una serie di norme morali tipiche dei cavalieri medievali più onesti e coraggiosi – come la difesa dei deboli e degli oppressi, il rispetto per il gentil sesso, la lealtà, la sincerità, la fede – ai tempi del Verga e della rustica vita dei campi diventa soltanto una questione di onore e rispetto, brama di denaro e senso della vendetta. Il tema fondamentale infatti sembra proprio il denaro: Lola si fidanza e si sposa con Alfio perché molto ricco, mentre Turiddu è via per il militare; quest’ultimo, scoperto il fidanzamento della sua amata al suo ritorno, tenta di vendicarsi e la fa ingelosire corteggiando un’altra finché Lola stessa lo invita a casa (approfittando dell’assenza prolungata del marito) e i due diventano amanti; la seconda ragazza, sentitasi offesa, svela il tradimento ad Alfio e questi sfida Turiddu a duello per lavare nel sangue l’onta del tradimento subito. Ed ecco che durante il duello scompare tutta la cavalleria: Alfio, ferito da una coltellata, pur di sopravvivere getta della terra negli occhi di Turiddu accecandolo (mossa proibita nelle regole non scritte dei duelli d’onore) e lo uccide poco dopo.

Tra il titolo della novella e la novella stessa emerge dunque tutta la tristezza nello scorgere che i valori di un tempo, lealtà, sincerità, sono scomparsi a favore della brutalità e dell’effimera sete di denaro.