Anno nuovo, scuola e università

Continueremo la nostra mobilitazione per raccogliere, come abbiamo fatto in questi mesi, lo sdegno verso un governo autoreferenziale e autoritario. Continueremo a mobilitarci nelle prossime settimane perché il futuro siamo noi, non loro, e questo Paese vogliamo riprendercelo e ridargli dignità e prospettive.

A quanto pare, il nuovo anno comincia, per gli studenti universitari e non, esattamente com’è finito quello precedente: in protesta! E dunque il coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari sembra annunciare battaglia. Ma a quanto pare l’azione non è circoscritta all’Università. Già in questi primissimi giorni infatti è in atto uno sciopero di quelli che una volta venivano chiamati bidelli: nonostante l’aumento del carovita (basti pensare ai voli dei carburanti, pensando a qualcosa di cui, almeno in alcune parti d’Italia, è impossibile fare a meno) il nuovo contratto proposto dallo stato prevede un ribasso delle retribuzioni, per non parlare di cassa integrazione e tagli vari al personale. Gli insegnanti inoltre sciopereranno il 28, almeno stando a quanto annunciato: uniti al personale Ata, ai Comitati di base della scuola e agli scioperanti raccolti dai Cobas per tutto l’impiego pubblico, interessando tra l’altro, oltre la scuola, sanità, trasporti, energia.