Louis Armstrong – Biografia


Louis Armstrong è nato il 4 agosto del 1901. Trombettista jazz, è stato definito il re della musica jazz nonchè il massimo esponente.

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Louis Armstrong – Biografia

Louis Armstrong noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops, ebbe un’infanzia travagliata in quanto i genitori si separarono prima della sua nascita e lui fu affidato alla nonna materna perchè la madre si prostituiva.

Le sue giornate trascorrono in bilico fra l’emarginazione e la delinquenza anche se, fortunatamente, un grande interesse nasce dentro di lui, un antidoto capace di allontanarlo da pericolose deviazioni e nello stesso tempo di “sollevarlo” da quello squallido ambiente della musica.

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Armstrong venne rinchiuso in riformatorio a causa del suo continuo stare per strada, ma qui trova il modo di far musica infatti, entra a far parte prima del coro dell’istituto e successivamente della banda, dove inizia suonando il tamburo e prende anche le prime lezioni di cornetta.

Il merito è tutto del suo maestro, Peter Davis, che gli dà l’opportunità di studiare la tromba. La banda dell’istituto è molto amata dagli abitanti e gira le strade suonando melodie in voga all’epoca come la celeberrima “When the Saints Go Marchin’in” che, recuperata parecchi anni dopo, diventerà uno dei suoi cavalli di battaglia.

Una volta uscito dal riformatorio, inizia a frequentare pub e locali nella speranza che gli si presenti la possibilità di suonare in qualche orchestra. In uno di questi vagabondaggi serali incontra Joe Oliver, considerato il miglio cornettista di New Orleans,  chiamato “King Oliver,  e tra i due si instaura un ottimo rapporto, tanto è vero che Oliver, in procinto di trasferirsi, chiede a Kid Ory, altro celebre trombettista del jazz, di essere sostituito proprio da Louis. Ma nel novembre del 1918, incentivato dal lavoro sui “riverboats”, i battelli che navigavano sul fiume Mississippi.

Armstrong impara a decifrare le partiture, diventando in questo modo un musicista completo e nel 1922 si trasferisce a Chicago,
lasciando una New Orleans che, gradualmente, “corrompeva” sempre di più il suo gusto musicale, fino a rispolverare un vetusto e annacquato folclore. Louis Armstrong viene ingaggiato da King Oliver nella sua “Creole Jazz Band“, nella quale ha la possibilità di proporsi come solista e di far spiccare l’estremo virtuosismo che ormai ha acquistato con il suo strumento e, infatti, opinione comune di appassionati e storici, affermare che “Satchmo” avesse inventiva, fantasia ritmica e melodica, unite ad un’impressionante volume sonoro e ad un’inconfondibile timbro.

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Esordio, Successo e discografia

Il 1924 fu un anno particolarmente importante per Satchmo perchè si sposa e lascia l’orchestra di Oliver ed entra nella big Band di Fletcher Henderson, un colosso del jazz che disponeva di una delle migliori orchestre del tempo, zeppa di solisti di pregio. Come riprova del salto di qualità, Armostrong ha l’opportunità di incidere brani con Sidney Bechet, Bassie Smith e molti altri. Successivamente decide di intraprendere la carriera da solista. Registra “Hot Fives and Hot Sevens” trasformando così il jazz in una delle più alte espressioni della musica, con la sua tromba chiara e brillante e la sua voce sporca pescata direttamente dal fondo della gola. Iniziò così la sua brillante carriera con un susseguirsi di successi, all’ombra però di alcune voci critiche che denunciano limiti e scadimenti del fenomeno Armstrong. Louis viene addirittura accusato di essere uno zio Tom a causa dell’ambiguità verso i fratelli neri. Ma proprio per la sua presenza carismatica contribuisce a rompere ogni barriera razziale diventando una delle prime star di colore nella musica.

La sua vita, oltre ai concerti dal vivo e alle tournée, si arricchisce di collaborazioni , e comincia anche ad aprirsi al cinema, apparendo in alcune pellicole.Louis Armstrong, diventato un’icona della musica ma sopratutto della musica jazz, era  diventato l’ambasciatore del jazz nel mondo, ma ha anche prestato la sua immagine ad una serie di eventi assai discutibili sul piano artistico. In quella fase della sua carriera il Maestro non era più in grado di prendere decisioni autonome ma si faceva “gestire” da funzionari senza troppi scrupoli. Il re del jazz muore il 6 luglio 1971 nella sua casa nel Queens a New York.

Autografo di  Louis Armostrong

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Ecco la firma autografo di Louis Armostrong

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Le canzoni più belle di Louis Armstrong

  1. What a wonderful world
  2. Takes two to tango
  3. Saint louis blues
  4. We have all the time in the world
  5. Somewhere over the rainbow
  6. La vie en rose
  7. Mi va di cantare
  8. Summertime
  9. Grassa e bella
  10. Melancholy blues
  11. When the saint go marching in
  12. Hello dolly
  13. Back o’town blues
  14. C’est ci bon
  15. You rascal you

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