Il misterioso ritrovamento del teschio di cristallo


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Storia del teschio di cristallo

Era l’anno 1924 quando Frederick Albert Mitchell partì per il Sudamerica in quanto era convinto di poter trovare testimonianze sulla civiltà di Atlantide.

Giunto in quella che oggi è chiamata Belize trovò le rovine di una vasta città che fu chiamata Lubaantum dove vi erano palazzi, case e piramidi.

Poiché gli scavi proseguirono per diversi anni Frederick pensò di farsi raggiungere dalla figlia Anna.

Non dando ascolto al padre, Anna salì su uno di quegli edifici e ad un tratto fu attirata da un luccichio proveniente dalla fessura di un palazzo.

Avvisato il padre furono avviati gli scavi in quel luogo e dopo alcune settimane ci fu la grande scoperta: quell’oggetto luccicante era un teschio di cristallo dal peso di 5 kg.

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I sacerdoti della comunità Maya che vivevano nella zona del ritrovamento dissero all’esploratore che quel teschio rappresentava la testa di un sacerdote vissuto migliaia di anni prima.

Secondo alcuni il teschio poteva parlare in quanto dotato di una mandibola mobile.

Di certo il teschio è opera della natura e non può essere stato realizzato artificialmente.

Per quanto riguarda invece la sua durata nel tempo può essere stato lavorato solo con punte di diamante.

Ma come hanno potuto i Maya lavorare questo oggetto senza avere a disposizione delle tecniche moderne?

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