Volevo essere una gatta morta – di Chiara Moscardelli


volevoIn questo primo libro di Chiara Moscardelli édito da Einaudi si racconta di quella particolare categoria di donna definita “gatta morta” dalla quale bisognerebbe stare lontani, perché si definisce così una donna che ascolta senza parlare, senza mai manifestare il suo parere, meditando soltanto sul da farsi, la donna che è gelosissima del suo ragazzo e che non vuole che trascorra qualche serata da solo con gli amici, la donna che nella vita ha un solo ed unico obiettivo e che sarebbe disposta a tutto pur di raggiungerlo: il matrimonio.

La cosa terribile è che per difendersi dalla “gatta morta” non ci sono armi. A studiare questa particolare figura femminile è Chiara una giovane donna che soffre per amore, che non è capace di sedurre, che insomma ha tanti valori da rispettare ma che con gli uomini forse non servono. Al lettore questo libro vuol lasciare un messaggio e cioè che “gatta morta” si nasce e pur volendo, una donna che non rientra in questo schema difficilmente può entrarvi a far parte perché dovrebbe esercitare una forzatura sulla sua persona, sul suo modo di essere che finirebbe per farla sentire schiava di una figura che non le appartiene.

Continua: L’unico figlio – di Anne Holt





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