L’uomo senza radici – di Schlesak Dieter

Il romanzo di Schlesak Dieter édito da Garzanti, che può essere considerato il seguito ideale del grande romanzo dello stesso Schlesak  ” Il farmacista di Auschwitz”, è la storia di Terplan, un uomo che alla fine dei suoi anni trova la sua dimora tra i boschi della Garfagnana, un luogo tranquillo e silenzioso dove poter godere gli ultimi momenti della sua vita.

Proprio quando sembra aver trovato la serenità tanto desiderata, muore la madre, la donna più importante della sua vita, e questa perdita gli lascia un vuoto incolmabile. Per rendere omaggio alla madre, Terplan decide di esaudire i suoi ultimi desideri ed è così che dovrà fare un ritorno alle sue radici nella sua terra, la Transilvania E lì, in quella terra di frontiera dove vivono diverse minoranze etniche, che l’uomo dovrà confrontarsi con una parte del suo passato, rappresentata dal ricordo della seconda guerra mondiale, del nazismo, della triste e dolorosa immagine dei lager, ma anche con le contraddizioni del dopoguerra e del comunismo.

Tutto questo ricordo si presenta alla mente di Terplan come le scene di un film, tante immagini che gli si presentano in sequenza una dopo l’altra, dure e dolorose, ma che l’uomo rivive nel ricordo della sua adorata madre.

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