Le benevole – di Jonathan Littell

le benevoleIl romanzo di Jonathan Littell édito da Einaudi è uno di quei romanzi più toccanti e inquietanti scritti sul fenomeno nazista. Racconta le brutalità e le atrocità portate dal nazismo, racconti fatti personalmente da Maximilia Aue, dopo la guerra proprietario di una fabbrica di merletti nel nord della Francia, ma durante il nazismo ufficiale delle SS , le cui vicende vengono ripercorse in questo libro dalla campagna di Russia allo sterminio degli ebrei, sino al crepuscolo del terzo reich.

Lo scrittore, raccontando una volta tanto la storia dalla parte del carnefice, pone una serie di domande sulla tormentata personalità di uno dei carnefici nazisti, Maximilian Aue, nato in Alsazia da madre francese. Il giovane Maximilian ha trascorso la sua infanzia in Francia per poi trasferirsi in Germania dove ha studiato le materie giuridiche. E’ un uomo intelligente, con un grande bagaglio culturale ed è omosessuale.

Maximilian viene salvato da un giovane SS che dopo averlo incontrato in un luogo equivoco decide di proteggerlo. E’ così che, affascinato dall’ideologia nazista, Max entra a far parte delle SS dove con la veste di ufficiale scrive rapporti per i superiori del Reich sui progressi della campagna di Russia. A Stalingrado Max viene ferito alla testa ma riesce a scampare il pericolo diventando un eroe nazionale. Entra ben presto in rapporti con Himmler e collabora ad organizzare i campi di concentramento e si reca in Ungheria a cercare persone disposte a lavorare per la produzione di armi.

A Berlino, durante la guerra, assiste ai più importanti concerti ed ha un’insignificante relazione con una donna. Ritorna alla fine nella capitale dopo aver cercato di fuggire in Pomerania e assiste di persona al tramonto del nazismo.

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