La casa di carta – di Carlos María Domínguez

la casaParticolarmente intrigante l’ultimo romanzo di Carlos Maria Dominguez, pubblicato in Italia da Sellerio, in cui si narra la strana vicenda di Bluma, una ricercatrice universitaria di Cambridge, morta per essere stata investita da un’auto mentre era rapita nel leggere dei versi di Emily Dickinson, e di Carlos Brauer, un appassionato e strano bibliofilo argentino.

L’io narrante del libro è un professore di Ispanica di origine argentina presso l’università di Cambridge, collega di Bluma, che a distanza di alcuni giorni dalla morte della collega si ritrova fra le mani un plico destinato alla sfortunata ricercatrice: roso dalla curiosità apre il plico e si ritrova fra le mani  “La linea d’ombra” di Conrad, uno degli autori preferiti di Bluma, ma la cosa curiosa è che il volume è sporco di cemento e ricoperto di conchiglie e salsedine.

Il professore cede alla curiosità, acuita anche dalla bizzaria del plico ricevuto, e decide di seguire e approfondire quella storia, anche perchè sul libro c’era una dedica della stessa Bluma, che accennava ad una probabile storia d’amore. La storia conduce in America latina ed il protagonista, approfittando di un ritorno a casa a Buenos Aires, decide di approfondire le sue ricerche.

Seguendo il filo della storia si ritrova dinanzi alla figura di Brauer, che era il destinatario originale del libro e della dedica, e che è scomparso da tempo. Brauer è un appassionato collezionista di libri che  preso dall’ossessione per gli stessi fugge in un luogo sperduto sulla costa argentina. Il professor riesce a scovare il luogo in cui si era rifugiato e trova una casa ormai in rovina, ma la casa rappresenta l’ennesima, ultima bizzaria di questa strana storia: i mattoni con cui è costruita la casa sono libri impastati in un bagno di cemento…


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