Il vino della solitudine – di Irène Némirovsky

vinoIrène Némirovsky e’ una scrittrice in lingua francese nata e cresciuta fra l’Ucraina e la Russia figlia di un ricco banchiere di origini ebraiche, e poi vissuta a Parigi dove la famiglia si era trasterita in seguito alla rivoluzione di Ottobre: deportata dai nazisti in quanto ebrea trovera’ la morte ad Aushwitz il 17 agosto 1942.

Negli ultimi tempi sembra esservi stata una riscoperta di questa grande scrittrice, e nel nostro paese e’ stato da poco ristampato per Adelphi “Il vino della solitudine”, certamente il piu’ auotobiografico fra i romanzi della Nèmirovsky, tant’è che nel retro della Suite Francese dove Irène poco prima di essere deportata aveva elencato tutte le sue opere accanto al “Vino della solitudine” aveva annotato: “di Irène Némirovsky per Irène Némirovsky”.

E’ certamente facile riconoscere nella piccola Hèlene, protagonista del romanzo, la stessa Irène da piccola, quando per evitare i duri rimproveri della madre e’ costretta a sedere a tavola in modo dritto e composto, oppure e’ facilmente riconducibile alla madre l’elegante signora che sfoglia riviste francesi ed e’ troppo distratta dalla focosa passione per il cugino per poter riversare attenzioni e amore alla sua unica figlia.

Madre che Hèlene, così come Irène, detesta profondamente e nei confronti della quale nutre anche propositi vendicativi, vendetta che non si consumera’ mai, anche perche’ una volta giunti a Parigi quando la madre sta invecchiando ed Hèlene e’ diventata ormai donna lei dimostrera’ di non essere come la madre, e scegliera’ una vita diversa caratterizzata da una solitudine “aspra e inebriante”.

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