Elisabeth – di Paolo Sortino

elizabethIl primo romanzo di Paolo Sortino édito da Einaudi si rifà ad un fatto di cronaca di cui si è tanto discusso, una storia triste ed inquietante di un padre che brutalmente ha tenuto segregata per ventiquattro anni la figlia di diciotto anni, Elisabeth Fritzl,  in un bunker antiatomico da lui stesso costruito all’interno della sua casa austriaca.

Con la giovane figlia l’uomo ha avuto diversi rapporti dai quali sono nati sette bambini, alcuni sopravvisuti e portati in casa, altri lasciati ad Elisabeth nel bunker, e uno morto per le condizioni malsane presenti all’interno di quel bunker.

Il romanzo di Sortino prende spunto da questa orribile e spietata vicenda, cercando di richiamare l’attenzione del lettore sulla cattiveria di cui un uomo sa essere capace, cercando di far provare anche solo per un momento, nel girare le pagine del libro, quello che ha provato Elisabeth nello stare segregata per tanti anni e vedere attorno a sé solo una luce fioca e l’orribile e spietata figura del padre.Talmente folle quel gesto che nel racconto sembra quasi una fiaba nera, in cui pagina per pagina si cerca di comprendere le ragioni di tanta brutalità.

L’abilità dello scrittore è stata anche quella di non cadere in facili moralismi, cercando di descrivere quelli che potevano essere gli stati d’animo in quella situazione che definire follia pura è forse poco, e riesce a trascinare il lettore in questa vicenda. lasciando un enorme senso di angoscia.


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