Acciaio – di Silvia Avallone.

acciaioParticolarmente convincente questo romanzo , opera prima di Silvia Avallone pubblicato da Rizzoli, che lo scorso anno si è classificato secondo al Premio Strega per un ridottissimo scarto di voti.

Le protagoniste del romanzo sono due adolescenti, Anna e Francesca, che vivono nei casermoni di cemento di via Stalingrado a Piombino, il quartiere prima definito operaio, dove un tempo le case vennero assegnate agli operai delle acciaierie e dove oggi è difficile vivere e soprattutto crescere: che i tuoi genitori siano dei perdigiorno o consumino la loro vita nella fatica all’acciaieria non fa differenza, le difficoltà sono le stesse. Un luogo che alle ragazzine della loro età non offre grandi alternative se non andare al pattinodromo e attendere di crescere, aspettare il momento in cui la natura fa il suo corso e il corpo comincia a trovare le sue forme femminili, e mostrare la sua bellezza.  E Anna e Francesca, una mora l’altra bionda, oltre a essere amiche inseparabili sono straordinariamente belle.

Ma a rompere questo equilibrio giunge l’amore, la scoperta del sesso che porterà le due amiche ad allontanarsi, travolte dalle loro vicende personali per poi ritrovarsi nel momento in cui la vita le porrà di fronte alle prove più difficili e dolorose.

In questo romanzo la Avallone ci racconta una periferia italiana spesso sottaciuta, la vita difficile in quartieri che non vengono più chiamati operai perchè si dice che la classe operaia non esiste più, ma in quei quartieri la vita e il futuro continuano ad essere più incerti che altrove, e riuscire a trovare la propria identità è il primo passo di un riscatto che in alcuni luoghi è ancora un obiettivo.

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