Until Dawn recensione


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Da un’idea nata ancora all’epoca della Playstation 3, Until Dawn ha finalmente trovato casa nella nuova console Sony. Pensato come uno dei giochi con cui sfruttare al meglio il Playstation Move, questa avventura horror è stata in seguito plasmata in modo da sfruttare la sua ottima base narrativa attraverso atmosfere ancora più cupe e terrificanti, intensificando il senso di angoscia presente nel giocatore durante tutto il gioco.

Il tutto si basa sul cosiddetto “effetto farfalla“, la teoria secondo la quale ogni più piccola azione compiuta può portare a delle conseguenze enormi in un altro angolo del pianeta; siamo quindi chiamati a compiere queste scelte vivendo la storia di 8 ragazzi, radunatisi per commemorare la scomparsa di 2 amiche in condizioni misteriose (faremo la loro conoscenza nel prologo del gioco); tutto questo porta la trama ad un livello cinematografico simile ai più moderni horror da adolescenti, nella quale ogni scelta che faremo influirà a livello di rapporti interpersonali e di vita o morte dei protagonisti.
Il gameplay si basa appunto sull’esplorazione delle varie aree, nelle quali dovremo localizzare diversi indizi utili allo sviluppo della trama, e quick time event che ci porteranno a prendere decisioni in fretta ragionando sulla migliore soluzione possibile da adottare in quella partita. Until Dawn presenta infatti numerose scelte che influiranno sull’intera storia, e per scoprirne ogni singola sfaccettatura dovremo rigiocare il titolo diverse volte.

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L’utilizzo da parte degli sviluppatori di volti noti nel mondo del cinema come Hayden Panettiere o Peter Stormare, dona al titolo un’aurea ancor più cinematografica, facendoci immergere in un vero e proprio film interattivo, grazie anche alla grafica decisamente curata ed al comparto audio di tutto rispetto. Dove pecca il titolo? Sostanzialmente in un inizio piuttosto lento e nell’utilizzo di personaggi che difficilmente lasceranno il segno, essendo un po’ troppo stereotipati (ma anche qui è stata decisamente una scelta, funzionale all’idea di “film interattivo”).

Nonostante tutto però Until Dawn è un ottimo esponente di un genere che possiamo definire quasi a sé stante, in quanto riprende il concetto di gioco simile alla serie The Walking Dead di Telltale ma si differenzia in molti punti che lo rendono un titolo unico e che vi consigliamo di provare.

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