Ritrovarsi ad essere nel mirino dei campioni d'Italia dell'Inter senza aver giocato un solo minuto in serie A appare quasi un vero privilegio. Se poi arriva anche il placet di Josè Mourinho, è il massimo. Sta accadendo a Manuel Da Costa, il ventiduenne difensore della Fiorentina. E' portoghese, come il tecnico nerazzurro che, evidentemente, ha intravisto nel centrale viola un interessante progetto di giocatore.
Lo deve aver valutato negli anni scorsi però, perchè a Firenze l'ambientamento di Da Costa è stato molto complicato: il ds Corvino nel gennaio scorso lo ha strappato ad una nutrita concorrenza, composta guarda caso anche dall'Inter.
Per il portoghese si erano mosse pure il Chelsea (ancora allenato da Mourinho) e la Juve, così il ds gigliato decise di anticipare i tempi del suo arrivo - il suo acquisto era previsto per quest'estate- versando quattro milioni e mezzo nelle casse del Psv Eindhoven. «E' una delle migliori potenzialità a livello europeo », spiegò Corvino presentandolo. «Ho scelto la Fiorentina perchè è il club che mi offriva più stimoli a livello internazionale. Sono pronto per giocare con il gruppo», disse il giocatore approdando a Firenze. Sognava di imporsi, sfruttando anche la sua esuberanza. In realtà per Da Costa la strada è stata subito in salita. «Prima di poter giocare deve imparare l'italiano», puntualizzò Prandelli a marzo in riferimento al suo mancato impiego. Immediata la risposta di Corvino, tuttora non del tutto convinto di volersene privare a titolo definitivo. «Nela calcio d'oggi, con tanti stranieri, è importante che anche i tecnici imparino l'inglese», ipotizzando addirittura un corso per gli allenatori viola dalla prima squadra in giù.
Le lingue però non sembrano essere il punto forte del difensore viola: Da Costa è infatti figlio di padre portoghese e madre marocchina, ma è nato a Saint Max in Francia: è in possesso della nazionalità lusitana e francese. Ha scelto di difendere i colori del Portogallo, ma non parla perfettamente il portoghese e preferisce esprimersi in francese.
Con Prandelli il feeling non è sbocciato anche per il suo carattere stravagante. Il look spesso appare quello del rapper: per restare agli ultimi giorni, si è preserntato al raduno viola con canottiera, collanona e infradito griffate. A Firenze inoltre si sposta con un suv, una Cadillac Escalade bianca che non passa inosservata. Sulla maglia viola quest'anno aveva il cinquantaquattro, scelto perchè è il numero del dipartimento in cui abitava in Francia. In Italia ha apprezzato subito la cucina: ama in particolare la pasta al ragù o con pomodoro e mozzarella.