Cerci rinato, Baptista deludente

La Roma espugna Sofia, vince il suo girone, ed ora aspetta il Parma nel primo spareggio valevole per tornare il prima possibile nell’Europa che conta. Terza gara consecutiva senza subire reti, un segnale più che incoraggiante. Rispolverato Lobont e ritrovato Cerci, Ranieri ha potuto lanciare sul palcoscenico europeo anche due giovani interessanti della Roma che verrà.

LOBONT: 6,5
Impeccabile. Cancella il nefasto esordio contro il Napoli. Nel primo tempo respinge con sicurezza un missile dalla distanza. Nella ripresa dorme sonni tranquilli, considerando la scarsa vena realizzativa dei modesti avversari.

MOTTA: 5,5
Irriconoscibile. Poteva sfruttare meglio l’occasione concessagli da Ranieri. Invece, appare ancora la sbiadita controfigura del prezioso esterno ammirato nella passata stagione. Evidentemente è turbato dalle voci di mercato che lo indicano come probabile partente. Distratto.

BURDISSO: 6,5
Sicuro. Guida la retroguardia giallorossa con estrema facilità. Certo, gli avversari di giornata non appaiono poi così temibili, ma l’argentino è sempre pronto a chiudere ogni possibile varco dimostrando attenzione e determinazione. Diligente.

ANDREOLLI: 6
Disinvolto. Positivo nel primo tempo, concede qualche sbavatura di troppo nella ripresa. E’ un ricambio valido su cui contare, ma non appare ancora pronto per indossare stabilmente una maglia da titolare. La giovane età è dalla sua parte. Il tempo sarà galantuomo.

RIISE 6,5
Stakanovista. In mancanza di un’alternativa valida, non conosce turni di riposo dall’inizio della stagione. Continua a macinare chilometri sulla sua corsia di competenza, anche se stasera spinge poco e si limita a controllare le sterili sortite offensive degli avversari di giornata.

DE ROSSI: 6,5
Presenzialista. La sua sola presenza in campo, rassicura l’intera compagine giallorossa. Come al solito mette lo zampino in una delle azioni decisive del match. E’ lui, infatti, a servire a Cerci la palla che dà il via alla goleada romanista. Insostituibile.

PIZARRO: 6
Ordinato. Assente a Genova, riprende le redini del centrocampo giallorosso. Detta i tempi della manovra con alterne fortune, poi nella ripresa Ranieri lo risparmia in vista del delicatissimo match contro gli emiliani. Dal 46’ BRIGHI: 5,5 Rimandato. Dovrebbe fare filtro davanti alla difesa, compito non sempre svolto con adeguata attenzione. Un passo indietro rispetto alle ultime apparizioni.

CERCI: 7,5
Rinato. Inizia malissimo, ma poi risulta essere determinante. Appare nervoso, ma poi trova il guizzo vincente prima di andare al riposo. Nella ripresa, firma in maniera pregevole il raddoppio. Nel finale pecca di eccessivo egoismo, tentato dalla storica tripletta. Peccato. Dal 73’ PETTINARI: 6 Promettente. E’ additato come la nuova stella del vivaio giallorosso, non si fa influenzare dalle notevoli aspettative in lui riposte ed offre il suo prezioso contributo.

PERROTTA: 6,5
Esemplare. La partita non suggeriva particolari motivazioni, ma il campione del mondo, pur essendo abituato a ben altri palcoscenici, lotta fino alla fine e regala una gioia immensa al giovane compagno esordiente. Ammirevole.

BAPTISTA: 5
Deludente. Ormai è un corpo estraneo alla squadra. In novanta minuti si segnala solo per un prezioso assist servito ad Okaka. Troppo poco per un elemento che milita in pianta stabile nella nazionale verdeoro. Almeno l’anno scoro in più di un’occasione risultò decisivo. Quest’anno fatica ad estrarre dal cilindro la giocata vincente. Inutile.

OKAKA: 6
Volenteroso. Si muove molto, ma combina ben poco. Nel primo tempo un suo slalom vincente viene fermato con le maniere forti. La bestiolina si arrabbia oltremisura e rischia, perfino, di lasciare i compagni in inferiorità numerica. Cala vistosamente nella ripresa. Dal ’80 SCARDINA: 6,5 Sorprendente. Esordio europeo con goal. Certo la rete non era difficile da realizzare, ma lui si fa trovare pronto e non si lascia paralizzare dalla comprensibile emozione. Se il buongiorno si vede dal mattino…

RANIERI 7
Motivatore. Ridisegna per sette undicesimi la sua Roma. Cambiano gli interpreti, ma non il risultato. Rivitalizza elementi in difficoltà come Cerci e Lobont e valorizza alcuni giovani interessanti come Pettinari e Scardina. E’ il vero artefice della rinascita romanista.


fonte: www.RomaGialloRossa.com