In Champions il Milan non sbaglia e Monaco lo conferma. Merito dei "vecchietti" che, quando tutti parlano di ciclo da rifondare, sfoderano grandi prestazoni. Dida ha risposto alle critiche, Maldini è il capitano di mille battaglie, Nesta è tornato al top, Gattuso è l'anima e Inzaghi un cecchino. E poi il miglior Seedorf della stagione. Ora c'è da tenere alto l'onore dell'Italia nella Champions targata Premier.

Il Diavolo non muore mai. E la trasferta in terra bavarese ha confermato quello che al Milan tutti sanno da sempre: quando c'è da lottare, da tirar fuori gli artigli perché la posta in palio si fa importante, difficilmente i rossoneri sbagliano. E' successo un paio di volte (Liverpool ad Istanbul e Deportivo La Coruna) ma nella storia del Milan sono molte di più le pagine a tinte rosee.
Del resto come spiegare le tre semifinali consecutive in Champions League e la quarta negli ultimi cinque anni? Merito soprattutto dello zoccolo duro, di quella "vecchia guardia" che non manca mai di rispondere presente. Ogni qualvolta il Milan sembra in crisi tutti a parlare di ciclo da rifondare, squadra vecchia, difesa da svecchiare...ma la realtà dice che tra le squadre italiane i rossoneri sono senza dubbio i più costanti e vincenti in Europa. Un dna che accomuna i vari Maldini, Gattuso, Inzaghi, Seedorf. E proprio da loro è venuta l'impresa teutonica che ha riportato agli occhi di tutti la compattezza del gruppo rossonero.

Dopo le polemiche per gli errori della gara d'andata Dida ha sfoderato una prestazione super, infondendo sicurezza a tutto il reparto. Poi c'è sempre capitan Maldini, la bandiera per antonomasia, l'uomo che minaccia sempre il ritiro e che nonostante le quasi 39 primavere difficilmente sbaglia un colpo. Ovvio che gran parte del merito va condiviso con Nesta: tornato dall'infortunio alla spalla che lo ha tenuto fermo a lungo, il campione del mondo sembra esser tornato al top, smentendo tutte le voci di un possibile addio a Milano per tornare nell'amata Roma sponda laziale. E visto che si parla di campioni del mondo, Gattuso, anima e cuore dei rossoneri, sembra sempre più destinato a diventare il prossimo capitano del Milan. Poi c'è Inzaghi...Superpippo si conferma cecchino infallibile - e in Baviera ormai è diventato un incubo - e non è certo un problemino fisico che può fermarne la foga sotto porta e la voglia di confermarsi il miglior marcatore italiano nelle competizioni europee. Se alla trama si aggiunge la prestazione di Clarence Seedorf, senza dubbio la migliore stagionale, ne esce un quadro esaltante, il cui direttore d'orchestra, Carlo Ancelotti, dimostra di tenere ancora il polso dello spogliatoio. Emblematico il confronto fra Seedorf e lo stesso Ancelotti: quando l'olandese chiese di rivedere la sua posizione in campo con l'avanzamento di Kakà, tutti parlarono di dissidi nello spogliatoio, di frizioni con Ancelotti. Ma la serata di Monaco ha evidenziato invece che dal dialogo e dal confronto ne esce sempre qualcosa di buono. Ora tocca al Manchester, sfida suggestiva, nella quale i rossoneri sono chiamati a tenere alto l'onore del calcio italiano, quello dei campioni del mondo, in una Champions che parla esclusivamente britannico.

Quel che dico io è:
Possibile che Seedorf abbia un gemello che sa giocare a calcio (quello di ieri sera non era lui) e Dida abbia un gemello che gioca portiere (idem come sopra)?
Inzaghi invece era sicuramente lui