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  1. #21
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    Perché non la facciamo finta eh...

    Ho ascoltato l'intervista è registrazione di Mario Biglino.
    Era veramente un massone ?
    Comunque... è chiaro che non posso concordare di un punto della sua analisi testuale, quella che riguarda il riferimento ad "elohim" tramandato dai Masoreti. Significa infatti:

    "giudici", coloro in grado di giudicare o decidere in prima persona della vita o della morte di altri (stando in posizione di superiorità rispetto agli altri) e avendo il potere di farlo in qualità di amministratori, nonché esecutori, ordinari della Legge.

    Stando inoltre alla Tradizione dal testo masoretico (come Biglino si propone di fare, dato che intorno a quel testo si pone o si centra la Fede di molti), è evidente il differente utilizzo che si fa del termine di "elohim" quando viene rivolto a YHWH ("Colui che veramente È") unicamente in terza persona SINGOLARE. C'è poco da fare... e su questo Biglino si dimostra sia poco onesto intellettualmente che palesemente contraddittorio (non si può riferire al Codice di Leningrado solo quando gli pare e piace; se ha dubbi ne citasse per lo meno un altro di Codice riguardo al termine di "elohim"riferito a YHWH, cosa che si guarda bene dal non fare buttandola per contro - abilmente - in caciara).

    Riguardo invece l'ipotesi sull'esistenza di eventuali "esseri superiori" provenienti da altri - rispetto al nostro - sistemi stellari ovvero "ufo", non posso negarne la possibilità, ma sarebbe persino verosimile...
    Mi spiace però, anche in tal caso e sulle sue stesse parole, che il signor Biglino non sia un esperto di angelologia per poter negare tal teoria (diretto l'appellativo o il titolo di "elohim").

    Per il resto si può tranquillamente discuterne insieme e approfondire il discorso per capirne qualcosa di più sul caso sollevato dal signor Biglino...

  2. #22
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    Perché non la facciamo finta eh...

    Ho ascoltato l'intervista e registrazione di Mario Biglino.
    Era veramente un massone ?
    Comunque... è chiaro che non posso concordare su un punto della sua analisi testuale, quella che riguarda il riferimento ad "elohim" tramandatoci dai Masoreti. Significa infatti:

    "giudici", coloro in grado di giudicare o decidere in prima persona della vita o della morte di altri (stando in posizione di superiorità rispetto agli altri) e avendo il potere di farlo in qualità di amministratori, nonché esecutori, ordinari della Legge (una Legge suprema).

    Stando inoltre alla Tradizione dal testo masoretico (come Biglino si propone di fare, dato che intorno a quel testo si pone o si centra la Fede di molti), è evidente il differente utilizzo che si fa del termine di "elohim" quando viene rivolto a YHWH ("Colui che veramente È") cioè unicamente in terza persona SINGOLARE. C'è poco da fare... e su questo Biglino si dimostra sia poco onesto intellettualmente che palesemente contraddittorio (non si può riferire al Codice di Leningrado, o masoretico, solo quando gli pare e piace; se ha dubbi ne citasse per lo meno un altro di Codice riguardo al termine di "elohim"riferito a YHWH, cosa che invece si guarda bene dal non fare buttandola per contro - abilmente - in caciara affermando: "nessuno sa che cosa voglia dire" ..).

    Riguardo invece l'ipotesi sull'esistenza di eventuali "esseri superiori" provenienti da altri sistemi stellari - rispetto al nostro - ovvero "ufo", non posso negarne la possibilità, ma sarebbe persino verosimile...
    Mi spiace però, anche in tal caso e sulle sue stesse parole, che il signor Biglino non sia un esperto di angelologia - come lui stesso afferma - per poter a quel punto negare tal teoria (sull'appellativo o titolo di "elohim" riferito a creature angeliche).

    Per il resto si può tranquillamente discuterne insieme e approfondire il discorso per capirne qualcosa di più sul caso sollevato dal signor Biglino...

  3. #23
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    Sorry... correggo ancora una volta (scrivendo in automatico dal cellulare):

    Ho scritto: "Stando inoltre alla Tradizione dal testo masoretico";

    mentre volevo scrivere: "Stando inoltre alla traduzione dal testo masoretico"

  4. #24
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    e:

    "cosa che invece si guarda bene dal fare" ..

  5. #25
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    OK RISCRIVO a questo punto il post, di seguito, per renderlo più lineare e facilitarne la lettura ..



    Ho ascoltato l'intervista e registrazioni, presenti in Internet, di Mauro Biglino.

    Era veramente un massone ?

    Comunque... è chiaro che non posso concordare su un punto in particolare della sua analisi testuale, quella che riguarda il riferimento ad "elohim" tramandatoci dai Masoreti.
    Significa infatti:

    "giudici", coloro in grado di giudicare o decidere in prima persona della vita o della morte di altri (stando in posizione di superiorità rispetto agli altri) e avendo il potere di farlo in qualità di amministratori, nonché esecutori, ordinari della Legge (una Legge suprema). Anche "Dio", quindi, in senso lato o a seconda del discorso ..

    Rimanendo inoltre alla traduzione ripresa dal testo masoretico (come Biglino si propone esplicitamente di fare, dato che la Fede di molti credenti s'incentra proprio intorno alla Bibbia, considerata appunto Sacra), è evidente il differente utilizzo che si fa del termine di "elohim" quando viene - diversamente dagli altri casi - rivolto direttamente a YHWH (Nome Sacro questo, come lo è anche la terra che si calpesta - volendo parlare di Moshe - stando al Suo cospetto, che prende il significato esplicito di: "Colui che veramente È"), dove il verbo risulta sempre coniugato alla terza persona SINGOLARE (nonostante il termine plurale di "elohim", che acquisisce appunto, in tal caso, il significato di "maestosità", "maestoso", superiore a tutti gli altri "governanti" esistenti).

    C'è poco da fare quindi, attenendosi all'analisi testuale... e su questo Biglino si dimostra sia poco onesto intellettualmente che palesemente contraddittorio nelle sue stesse parole (non può far riferimento nelle sue traduzioni al Codice di Leningrado, o masoretico, solo quando gli pare e piace; se ha dubbi, ne citasse per lo meno un altro di Codice riguardo al termine di "elohim"riferito a YHWH, cosa che invece si guarda bene dal fare buttandola per contro - abilmente - in caciara e affermando niente meno che: "nessuno sa in realtà che cosa voglia dire" .. Questo però non è corretto).

    Riguardo all'ipotesi sull'esistenza di eventuali "esseri superiori" provenienti da altri sistemi stellari - rispetto al nostro sistema solare - ovvero agli "ufo", non posso invece di certo negarne la possibilità, ma sarebbe - non faccio difficoltà a riconoscerlo - persino verosimile (non anche quanto sulla natura - non identificata - di tali entità; senza bisogno di dover parlare, in tal caso, neanche di "malakim o "messaggeri")...

    Mi spiace però che, sempre sulle sue stesse parole, il signor Biglino non sia purtroppo un esperto di "angelologia" - come da lui stesso affermato - per poter a quel punto negare tal ulteriore teoria e possibilità di decodifica spirituale, soprattutto attingendo ad altre Tradizioni importanti antiche e filoni ebraici (sull'appellativo o titolo di "elohim" riferito quindi a "creature angeliche" ovvero a "creature celesti").

    Per il resto se ne può tranquillamente discutere insieme e approfondire il discorso per capirci qualcosa di più sul caso - affatto eccezionale - sollevato, per ragioni che lui solo può conoscere veramente, dal signor Biglino...


    P.S.: il signor Biglino trovo salti volutamente molte parole e fatti dell'Antico Testamento, o, Antico Patto di Alleanza .. Mi domando il perché...

  6. #26
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    Proviamo ora a sintetizzare brevemente i contenuti delle tradizioni più diffuse che, in sostanza, riportano l’esistenza di vari ordini di angeli differenziati in base alla posizione gerarchica e alle funzioni esercitate.

    Ciascuno degli ordini riceverebbe dalla spiritualità divina dei doni specifici quali luce, scienza, bene… col compito di trasmetterli all’uomo. Queste figure formano nel complesso nove Cori angelici, raggruppati in tre Gerarchie. 1. Il primo Ordine costituisce la Gerarchia suprema ed è composto da Serafini, Cherubini e Troni; 2. il secondo Ordine rappresenta la Gerarchia media, ed è costituito da Dominazioni, Virtù e Potestà; 3. il terzo e ultimo Ordine forma la Gerarchia inferiore ed è composto da Principati, Arcangeli e Angeli. Ogni gruppo angelico possiede caratteristiche specifiche che non elenchiamo qui, salvo ricordare quelle che ci interessano – Angeli e Cherubini – perché presenti nell’Antico Testamento e dunque oggetto della nostra analisi. Dei primi, fra le tante attribuzioni loro assegnate, si dice ad esempio che siano la via verso il verbo, il ricettacolo perfetto della luce divina. Fungono da mediatori nel comunicarci la potenza di Dio che agisce nella conversione dei peccatori; trasmettono la sapienza nella rivelazione dei segreti divini; manifestano la misericordia nella glorificazione degli uomini giusti e la corrispondente giustizia nella condanna degli empi. Sono un esempio da imitare per evitare le punizioni, per combattere i vizi, per poter essere attratti verso il cielo, ecc. A fronte di queste descrizioni, esprimiamo una prima e immediata considerazione: la lettura del testo biblico li evidenzia con chiarezza come presenze con caratteristiche fisiche e comportamentali decisamente meno alte ed edificanti. Ci poniamo ora le domande d’obbligo: • Tutto quanto è stato scritto su di essi è giustificato dalle figure dei messaggeri degli Elohìm presenti nell’Antico Testamento? • Siamo certi che questa visione corrisponda a quanto ci narrano i testi che riportano le vicende occorse agli Adàm nei periodi storici in cui si trovavano ancora a stretto contatto con gli “dèi” e con i loro “angeli”? Fedeli al nostro impegno, continuiamo a leggere quanto dicono letteralmente i testi che raccontano le vicende dei [malakhìm].

    Sito Mauro Biglino

    Il fatto che non ne voglia parlare, non vuole dire che non conosca l'argomento, semplicemente non è interessato a parlare di cose diciamo "astratte".

  7. #27
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    Qualcuno ha scritto in un post, che non sapeva come e chi decide in merito, alla santificazione delle persone.
    Solo al fine di rendere un servizio o una cortesia, riporto di seguito il procedimento attuato dalla chiesa, spiegato direttamente da un prete cristiano.

    Come si fa un santo?
    Non succede spesso di assistere da vicino ad un processo di beatificazione e canonizzazione ed è quindi legittima la curiosità attorno a questo tema: come si fa un santo?

    Prima di analizzare brevemente i passaggi principali di questo particolarissimo processo, è necessaria una premessa: tutti noi abbiamo conosciuto persone “sante”, persone che hanno vissuto le proprie giornate dimostrando una grande fede e che ora affidiamo alla misericordia di Dio, pensandole in Paradiso: ogni singolo cristiano deve aspirare a diventare santo. Coloro che la Chiesa chiama “ufficialmente” santi e che venera sugli altari sono solo una piccolissima parte di un immenso tesoro di santità sviluppatosi lungo i secoli; sono solo alcuni rappresentanti, testimoni privilegiati, modelli di vita, che stimolano ognuno di noi a trovare la propria strada per la santità.

    Prima di iniziare il processo,
    Un processo di beatificazione può iniziare dopo che siano trascorsi cinque anni dalla morte della persona e prima che ne siano trascorsi trenta. Esiste dunque un doppio limite: da un lato, i cinque anni servono a far passare l'onda emotiva che inevitabilmente segue la morte di ogni persona di Dio, lasciando spazio ad un giudizio più sereno ed equilibrato; dall'altro lato, i trenta anni impediscono la perdita di preziosi testimoni oculari, che sono la principale fonte di conoscenza per la vita della persona.
    È necessaria anche una certa “fama di santità” della persona, ovvero l'opinione comune della gente secondo cui la sua vita è stata pura e integra, ricca di virtù cristiane.

    La fase diocesana
    Il processo si svolge a livello diocesano: dal momento del suo inizio, ci si riferisce alla persona con il titolo “Servo di Dio”. Scopo del processo è mettere in luce la vita e le virtù del Servo di Dio, dimostrando lo spessore del suo vissuto cristiano. Questa ricostruzione viene fatta seguendo due piste: raccogliendo le testimonianze orali delle persone che hanno conosciuto il Servo di Dio e possono raccontare con precisione fatti, eventi, parole; raccogliendo tutti gli scritti del Servo di Dio.
    Per questo lavoro viene costituito un apposito tribunale, a cui chiunque può rivolgersi per offrire la propria collaborazione.
    Il tribunale è composto da numerose persone. L'attore e il postulatore sono coloro che sostengono e incoraggiano la figura del Servo di Dio. Il giudice guida gli interrogatori dei testimoni e lo svolgimento di tutto il processo. Il promotore di giustizia collabora con il giudice e vigila sulla correttezza del lavoro. I notai scrivono le deposizioni dei testimoni e autenticano ogni pagina di ogni atto del processo. Una apposita commissione storica deve raccogliere i documenti storici che riguardano il Servo di Dio e tutti i suoi scritti. Infine la commissione teologica deve valutare i medesimi scritti, se vi sia qualcosa di contrario alla fede o alla morale.
    Terminato questo lavoro, si chiude la fase diocesana del processo e tutti i documenti raccolti vengono consegnati a Roma alla Congregazione per le cause dei santi.

    Venerabile, beato, santo!
    A Roma tutta la documentazione viene analizzata da un gruppo di nove teologi, poi da una riunione di cardinali e vescovi e infine, in caso di esito positivo, il Papa firma il decreto sull'eroicità delle virtù del Servo di Dio: questi d'ora in poi viene chiamato "Venerabile" e può essere pregato e invocato anche pubblicamente.

    Dopo aver ricevuto il decreto che attesta la venerabilità, deve avvenire un miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile per poter arrivare alla beatificazione. I miracoli accettati sono delle guarigioni complete, perpetue, scientificamente inspiegabili.
    Per poter arrivare alla canonizzazione, ossia per poter essere dichiarato Santo, si deve attribuire al Beato un secondo miracolo, avvenuto però successivamente alla cerimonia di beatificazione.

    don Alberto Luccaroni

    Specifico nuovamente che questo è quello che la chiesa dice e fà, personalmente avrei molto da dire contro queste cose, ma ho deciso di non farlo quì ora, lasciando in questo post la semplice informazione sul procedimento alle persone interessate.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Melpi Visualizza Messaggio
    Qualcuno ha scritto in un post, che non sapeva come e chi decide in merito, alla santificazione delle persone.
    Solo al fine di rendere un servizio o una cortesia, riporto di seguito il procedimento attuato dalla chiesa, spiegato direttamente da un prete cristiano.

    Come si fa un santo?
    Non succede spesso di assistere da vicino ad un processo di beatificazione e canonizzazione ed è quindi legittima la curiosità attorno a questo tema: come si fa un santo?

    Prima di analizzare brevemente i passaggi principali di questo particolarissimo processo, è necessaria una premessa: tutti noi abbiamo conosciuto persone “sante”, persone che hanno vissuto le proprie giornate dimostrando una grande fede e che ora affidiamo alla misericordia di Dio, pensandole in Paradiso: ogni singolo cristiano deve aspirare a diventare santo. Coloro che la Chiesa chiama “ufficialmente” santi e che venera sugli altari sono solo una piccolissima parte di un immenso tesoro di santità sviluppatosi lungo i secoli; sono solo alcuni rappresentanti, testimoni privilegiati, modelli di vita, che stimolano ognuno di noi a trovare la propria strada per la santità.

    Prima di iniziare il processo,
    Un processo di beatificazione può iniziare dopo che siano trascorsi cinque anni dalla morte della persona e prima che ne siano trascorsi trenta. Esiste dunque un doppio limite: da un lato, i cinque anni servono a far passare l'onda emotiva che inevitabilmente segue la morte di ogni persona di Dio, lasciando spazio ad un giudizio più sereno ed equilibrato; dall'altro lato, i trenta anni impediscono la perdita di preziosi testimoni oculari, che sono la principale fonte di conoscenza per la vita della persona.
    È necessaria anche una certa “fama di santità” della persona, ovvero l'opinione comune della gente secondo cui la sua vita è stata pura e integra, ricca di virtù cristiane.

    La fase diocesana
    Il processo si svolge a livello diocesano: dal momento del suo inizio, ci si riferisce alla persona con il titolo “Servo di Dio”. Scopo del processo è mettere in luce la vita e le virtù del Servo di Dio, dimostrando lo spessore del suo vissuto cristiano. Questa ricostruzione viene fatta seguendo due piste: raccogliendo le testimonianze orali delle persone che hanno conosciuto il Servo di Dio e possono raccontare con precisione fatti, eventi, parole; raccogliendo tutti gli scritti del Servo di Dio.
    Per questo lavoro viene costituito un apposito tribunale, a cui chiunque può rivolgersi per offrire la propria collaborazione.
    Il tribunale è composto da numerose persone. L'attore e il postulatore sono coloro che sostengono e incoraggiano la figura del Servo di Dio. Il giudice guida gli interrogatori dei testimoni e lo svolgimento di tutto il processo. Il promotore di giustizia collabora con il giudice e vigila sulla correttezza del lavoro. I notai scrivono le deposizioni dei testimoni e autenticano ogni pagina di ogni atto del processo. Una apposita commissione storica deve raccogliere i documenti storici che riguardano il Servo di Dio e tutti i suoi scritti. Infine la commissione teologica deve valutare i medesimi scritti, se vi sia qualcosa di contrario alla fede o alla morale.
    Terminato questo lavoro, si chiude la fase diocesana del processo e tutti i documenti raccolti vengono consegnati a Roma alla Congregazione per le cause dei santi.

    Venerabile, beato, santo!
    A Roma tutta la documentazione viene analizzata da un gruppo di nove teologi, poi da una riunione di cardinali e vescovi e infine, in caso di esito positivo, il Papa firma il decreto sull'eroicità delle virtù del Servo di Dio: questi d'ora in poi viene chiamato "Venerabile" e può essere pregato e invocato anche pubblicamente.

    Dopo aver ricevuto il decreto che attesta la venerabilità, deve avvenire un miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile per poter arrivare alla beatificazione. I miracoli accettati sono delle guarigioni complete, perpetue, scientificamente inspiegabili.
    Per poter arrivare alla canonizzazione, ossia per poter essere dichiarato Santo, si deve attribuire al Beato un secondo miracolo, avvenuto però successivamente alla cerimonia di beatificazione.

    don Alberto Luccaroni

    Specifico nuovamente che questo è quello che la chiesa dice e fà, personalmente avrei molto da dire contro queste cose, ma ho deciso di non farlo quì ora, lasciando in questo post la semplice informazione sul procedimento alle persone interessate.
    Ero stato io a fare la domanda, sapevo in linea di massima come funzionava ma non nei minimi particolari; perciò ti ringrazio per la tua citazione.
    Però se tu non vuoi dire il tuo pensiero contro tutto ciò, permettimi lo faccio io:

    Innanzitutto non vedo di buon occhio che degli uomini stabiliscano che un'altro uomo sia santificabile.

    Secondo la dottrina cattolica, i santi sono persone morte che ora si trovano in cielo con Cristo e che hanno ottenuto il riconoscimento della Chiesa per eccezionali doti di virtù e santità. La professione di fede del Concilio di Trento afferma che i santi devono essere invocati come intercessori presso Dio, e che sia le reliquie che le immagini dei santi debbano essere venerate. A questo punto potremmo ritornare sul discorso dell'idolatria di cui si parlava in un'altra discussione.

    Detto questo c'è da prendere in considerazione come si è arrivati a stabilire tutto ciò.
    La religione cristiana era stata adulterata con idee pagane molto tempo prima di Costantino. I mitici dèi della Grecia che un tempo avevano esercitato un forte influsso sulla religione di Roma avevano già influenzato anche la religione cristiana. “Al tempo in cui Roma era divenuta una potenza imperiale”, dice il libro Roman Mythology, “Giove era stato assimilato al greco Zeus .*.*. In seguito Giove fu adorato come Optimus Maximus, Ottimo e Massimo, appellativo che sarebbe stato conservato nel cristianesimo e che ricorre in molte iscrizioni sui monumenti”. La New Encyclopædia Britannica aggiunge: “Con l’avvento del cristianesimo, gli eroi e perfino le divinità dei greci sopravvissero nei santi”.

    Mi piacerebbe comunque conoscere anche il tuo punto di vista in merito.

  9. #29
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    Sono sempre stato dell'idea che vi siano stati degli uomini nella storia del mondo, che per la loro grande umiltà, si siano imposti ai potenti con pensieri ed azioni tali, che appunto li hanno resi grandi. Hanno dato conforto agli ammalati, agli oppressi e agli umili, ciò facendo hanno reso un grande servizio agli uomini, con un esempio incredibile. (un esempio di amore e umanità cristiana)
    Hanno cercato di dare un conforto a chiunque con azioni e parole, quindi il termine "servo di Dio" inteso come uomo che ha cercato con umiltà di prestarsi agli "altri", nel nome di un Dio caritatevole e buono è da Me totalmente accettato. (inteso come uomo al servizio di Dio)
    Ti chiarisco subito che non parlo di Yahweh, che non credo affatto sia Dio.
    Io non posso e non voglio negare che potrebbe esserci un Dio, ma per favore non dirmi che è quello di cui parla la bibbia, perchè quello è un'altra cosa, che nulla ha a che fare con l'amore e la carità cristiana o con la spiritualità, come Ti ho già scritto, non vi è traccia di queste cose nel Vecchio Testamento.

    Tornando ai Santi; Ti faccio un esempio di un Uomo che sicuramente conosci molto bene, quest'uomo è Francesco d'Assisi, un grande esempio di umiltà, coraggio e coerenza con Se stesso. Quest'uomo resosi conto della differenza abissale tra i ricchi dell'epoca e i poveri derelitti, non esitò per propria convinzione, credendo in un Dio misericordioso e amorevole a sacrificare la sua intera esistenza al servizio dei poveri e degli oppressi, sino a convincere molti giovani del suo tempo a rinunciare ad una vita ricca e agiata per unirsi a Lui, in quella che considerava una missione divina, cioè occuparsi di quegli uomini e donne, considerati miserabili e cercare di dare loro aiuto, per una vita degna di essere vissuta. (parlo di sopravvivenza vera e propria)

    Quest'uomo ha spaventato la chiesa e tutti gli ordini monastici del tempo, i quali vivevano il loro sacerdozio in maniera estranea alla carità, all'umiltà e alla fede in quello che definiamo Dio. Erano signori e porporati che avevano acquistato il loro grado nella chiesa e la gestivano come meglio credevano.

    Ebbene nonostante Io riconosca Francesco d'Assisi, come il più umile ed il più Grande uomo di fede del suo tempo, non mi sognerei mai di pregarlo elevandolo alla stregua del presunto Dio, dicendo che ha compiuto miracoli e che parlava con gli uccelli. Questa è una mistificazione della chiesa, ho un enorme rispetto per quest'uomo che ha usato la sua vita, al servizio dei poveri e dei derelitti, degli ammalati e dei fanciulli, ai miei occhi e stato un grande, si, ma un grande uomo di fede. Cosa centrano i miracoli o i santi, cosa vuol dire Santo? Quali sarebbero i miracoli compiuti? chi li ha attestati? e in che modo?

    Conosco persone che non sono il Papa, non sono Cardinali, nè Vescovi, ma si occupano tutti i giorni di poveri di derelitti e di bambini, ebbene sono solo uomini e donne, che tutti i giorni fanno quello che faceva Francesco d'Assisi, senza che abbiano addosso un Saio o una veste da Prete, si chiamano "volontari" offrono cibo e assistenza in moltissime città, si occupano di poveri, di emarginati e ammalati, danno conforto e somministrano medicine, tutto questo senza parlare di religione ma di umanità e anche fratellanza, questi a nessuno viene in mente di santificarli o venerarli anzi in molte occasioni vengono coperti di insulti dai loro stessi assistiti, ma non demordono sono ancora lì, li facciamo Santi? sicuramente no. (ma i requisiti li hanno pure loro, anche più di altri)

    Non credo che Papa Giovanni XXIII° e Giovanni Paolo II°, si siano mai sentiti Santi, ma essendo uomini di fede, che hanno lasciato un grande ricordo e essendo stati entrambi Papi, la chiesa li userà per il proprio tornaconto, facendo in modo che sia la stessa popolazione a richiederne la santificazione.
    Erano uomini di fede, appartenevano alla chiesa, la loro missione era la gestione e la rotta da far seguire alla chiesa (struttura clericale) anche con chiari esempi di umiltà e decisione, perchè Santi?? Sicuramente troveranno qualcuno disposto a parlare di presunti miracoli avveuti, ma erano solo uomini di fede.
    Ci saranno quindi altri uomini di fede in abiti porporati, che interverranno in questa decisione, facendoli Santificare.

    Ho stimato questi uomini (Papi) come tali, non come Santi, la figura del Santo è una mistificazione della chiesa.
    Sono nettamente contrario a queste cose, perchè sono false, inopportune e mistificanti.
    Essere vivi e basta, non è impresa da poco.

  10. #30
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    Sono d'accordo con tè e oggi è già la seconda volta, vedi che alla fine abbiamo dei punti in comune .
    Anch'io rispetto quello che molte di queste persone hanno fatto nella loro vita, adoperandosi per aiutare i bisognosi ecc...

    Cosa significa essere santi? Secondo la dottrina cattolica, i santi sono persone morte che ora si trovano in cielo con Cristo e che hanno ottenuto il riconoscimento della Chiesa per eccezionali doti di virtù e santità. La professione di fede del Concilio di Trento afferma che i santi devono essere invocati come intercessori presso Dio, e che sia le reliquie che le immagini dei santi debbano essere venerate. Anche altre religioni invocano l’aiuto dei santi. Alcune insegnano che tutti i loro membri siano santi ed esenti da peccato.

    Il fatto poi di rivolgersi a queste persone santificate adorandole o come intercessori è un'altra cosa che và contro l'insegnamento della Bibbia, questo equivarrebbe a inalzare questi santi alla posizione di dei e sarebbe idolatria apertamente condannata nelle scritture.

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