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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Moderatrice Salottino
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    "L'Italia ha una tolleranza verso l'intolleranza che non ha eguali al mondo"
    E' una frase detta da una famosa giornalista, ieri sera, e la condivido in pieno; il tema era l'intolleranza di un partito politico verso un membro del governo, ma la mia riflessione verte su un tema più generale, anche se il tema della serata era di tutto rispetto.
    Questa frase mi ha fatto riflettere: è vero, non ci si indigna quasi più per nulla; ci siamo assuefatti a trovare normali comportamenti che normali non sono, perchè"così fan tutti".
    Io penso che quando non ci si indigna più per le cose sbagliate vuol dire che si è vivi solo a metà, vuol dire che il pressappochismo, l'indifferenza e l'egoismo hanno preso il sopravvento su una società, e ciò non dipende dall'essere giovani o vecchi, di destra o di sinistra, bianchi o neri; dipende semplicemente che siamo stati anestetizzati, ci siamo assuefatti , e questo è il cattivo segnale di una società in sofferenza.
    «L’ironia è la dipendenza peggiore in assoluto. Altro che l’eroina. Non esiste impresa più disperata che cercare di abbandonare l’ironia, il bisogno profondo di intendere una cosa e il suo contrario, di essere in due posti nello stesso istante, di sfuggire alla catastrofe dei significati inequivocabili»
    Edward St.Aubyn

  2. I seguenti utenti 2 ringraziano nonnamancata per questo utile contributo

    arcoefreccia (15-01-2014),BostonCeltics (15-01-2014)

  3. #2
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    Credo che tu abbia toccato un argomento importantissimo ed è proprio vero che ormai siamo assuefatti.
    Me ne rendo conto anch'io, quando guardo il TG, la maggior parte delle notizie, se pur pessime, non sembrano farmi molto disgusto. Ma non perchè io non lo provi, semplicemente poiché vi è il "callo".
    Liberi, ma senza via d'uscita.
    Siamo Figli di madri vergini e padri artigiani . . .
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    speriamo che non applauda" ...

  4. #3
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    Sante parole nonnamancata. Ormai siamo talmente abituati a sentir parlare di ruberie, truffe ed evasioni che il nostro cervello non reagisce più. Anche perchè spesso indignarsi non serve a nulla, ti rodi solo il fegato e basta.
    -BostonCREDITS-

  5. #4
    janet
    Guest
    io credo che sono modi di dire tipici dei media, non ci si indigna più, ecc, non è affatto vero esiste una grande agitazione sul web, più conoscenza della politica, più interesse fra giovani ed anziani, rispetto, ad esempio e me lo dicono anche i miei famigliari agli anni 80 .

    Non ci sono più le grandi manifestazioni e le proteste di massa, prima di tutto perchè ogni volta che si sciopera costa i soldi, secondo poi, perchè non esistono i grandi sindacati.
    Ad esempio Renzi proprio ieri ha usato Twitter per rispondere ad Alfano ed io ho sia postato la notizia, sia discusso molto sulla cosa.
    Anche il successo di Crozza, legato sopratutto alla satira politica, dimostra che la conoscenza e la critica ci sono, variano i modi per esternarla.
    Certo c'è una crisi dell'informazione televisiva e dei talk show ma vedere la gente prendere gli italiani per i fondelli non sempre fa piacere
    Almeno poichè, giro molto su internet e un'idea me la faccio, questa è la mia opinione personale, certo non sostenuta da statistiche, almeno per il momento, come di solito piace a me.

  6. #5
    Moderatrice Salottino
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    Citazione Originariamente Scritto da BostonCeltics Visualizza Messaggio
    Sante parole nonnamancata. Ormai siamo talmente abituati a sentir parlare di ruberie, truffe ed evasioni che il nostro cervello non reagisce più. Anche perchè spesso indignarsi non serve a nulla, ti rodi solo il fegato e basta.
    E' proprio questo il punto Boston, "indignarsi non serve a nulla", oppure come dice Mariagrazia "ci abbiamo fatto il callo", il che non è necessariamente in contrasto con ciò che sostiene Janet, che cioè esista comunque un fermento fra i giovani ed anche i meno giovani, di rivolta verso questo andazzo, e grazie al cielo, ma quanti sono numericamente? chi sono i più? i rassegnati o quelli che non si rassegnano?
    Faccio un esempio banale e certamente meno importante di tanti altri, ma che può dare la misura di quanto ho detto: in quanti si sono stupiti che un condannato passato in giudicato annunci che si candiderà alle Europee?: in quanti lo hanno trovato assurdo? in quanti si sono scandalizzati e stupiti? Perchè sono solo pochi a dire chiaramente, ma che dice? non lo sa che non è eleggibile?Invece no, si dice ma sì, lo fa per provocare, è una tattica ecc, e qualcuno si può fare l'idea che le regole sono lì apposta per essere trasgredite. Quanto all'avvicinamento di tanta gente alla politica è vero, mai come adesso c'è stato dell'interesse verso di essa, c'è da chiedersi però per quale motivo.
    «L’ironia è la dipendenza peggiore in assoluto. Altro che l’eroina. Non esiste impresa più disperata che cercare di abbandonare l’ironia, il bisogno profondo di intendere una cosa e il suo contrario, di essere in due posti nello stesso istante, di sfuggire alla catastrofe dei significati inequivocabili»
    Edward St.Aubyn

  7. Questi utenti ringraziano nonnamancata per l'utile contributo


  8. #6
    janet
    Guest
    il vero male dell'Italia è il clientelismo, le raccomandazioni, l'aiutare l'amico, dell'amico e questo forse, dico forse perchè esprimo solo mie considerazioni personali, non sono uno storico, sono solo interessata per lavoro a tutti i cambiamenti che possono coinvolgere la società, differenzia questa fase buia da quella descritta da Edoardo De Filippo e che caratterizzò la società italiana, negli anni subito dopo la guerra su cui riflettevo nel "Cosa state pensando".

    Per fare un esempio nella fiction "Anni spezzati" è stato scelto uno storico che ha scritto un solo libro sull'argomento, per motivi politici, quando ci sono grandissimi studiosi anche di 80 anni che ne hanno scritti almeno 20 e questo non me lo sono inventata me l'ha detto Fasanella che scrive per Panorama e non neanche lui l'ultimo arrivato e che è amico di una mia amica di internet.

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