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Principe_igor

Società: Lo scandalo Enron del 2002

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Di , 03-02-2009 alle 14: 09 (546 Visite)
Lo scandalo Enron

parte 2


Dopo la bancarotta fraudolenta, il congresso aprì una commissione d'inchiesta rinviando a giudizio gli amministratori della società.
In particolare, Jeffrey Keith Skilling, l’Amministratore Delegato e "regista" della colossale truffa finanziaria fu condannato a 24 anni e 4 mesi di reclusione.
Kenneth Lay, Presidente ed anche Amministratore Delegato a seguito delle dimissioni di Skilling morì d'infarto prima della condanna.
Gli altri responsabili che decisero di collaborare con la giustizia, furono, comunque, condannati a pene detentive che andarono dai 18 mesi ai 10 anni di reclusione.

Indagando più a fondo si scoprì, infatti, che la Enron innanzi tutto manteneva alto il livello dei suoi redditi con trucchi contabili, ma anche ottenendo agevolazioni da parte del governo mediante favori come aiuti nelle campagne elettorali (la Enron fu il primo finanziatore della campagna di George W. Bush, circa due milioni di dollari) o donazioni a numerosi uomini politici di denaro o di pacchetti azionari: 97.350 dollari a Phil Gramm, senatore repubblicano del Texas, hanno ingenti pacchetti azionari il vice presidente Dick Cheney, Karl Rove, capo di gabinetto (250 mila dollari), Donald Rumsfeld segretario della difesa, il suo vice William Winkenwerder, il ministro della giustizia John Ashcroft, il vicesegretario al tesoro Mark Weinberger, il sottosegretario all`economia Kathleen Cooper, il sottosegretario all`educazione Eugene Hickock e gli ambasciatori in Russia, Irlanda e Emirati Arabi. Alcuni dirigenti (e azionisti) della Enron sono poi entrati direttamente nel governo del paese, come Larry Lindsay consigliere economico del presidente, e Robert Zoellick divenuto rappresentante Usa per il commercio.
Comportamenti di questo tipo non erano adottati a vantaggio solo di esponenti del partito repubblicano, ma anche di quello democratico (oltre 400 mila dollari).
Il Presidente Kenneth Lay e l’Amm.re Delegato Jeffrey Keith Skilling, facevano di tutto per dare l`idea che se gli affari andavano bene per la Enron andavano bene per tutti. E non erano tanto schifiltosi: il 70% delle loro donazioni andava ai repubblicani, il 30% ai democratici. Tanto che Clinton minacciò di interrompere gli aiuti al Mozambico se non fosse stato concesso alla Enron il diritto di costruire i suoi oleodotti.
E già che c`erano finanziavano anche i politici inglesi. Perfino il partito di Tony Blair ricevette almeno 50 mila dollari da questa organizzazione benefica e John Wakenam, ex ministro dell`energia nel governo di Margaret Tatcher e supervisore allora della privatizzazione dell`industria elettrica britannica, fu membro del consiglio di amministrazione della Enron.
Nessuno è ora in grado di dire quanti politici e funzionari pubblici la Enron abbia foraggiato in tutto il mondo, si parla di decine e decine di milioni di dollari e di opere faraoniche realizzate per compiacere i politici.
Il 7 aprile 2000 la famiglia Bush sedette al completo, in tribuna d`onore, per l`inaugurazione dello stadio di Houston, che la Enron pagò circa 100 milioni di dollari. L`appalto della costruzione fu affidato alla Brown & Root, azienda che faceva parte di un gruppo il cui amministratore delegato era Dick Cheney, poi vicepresidente degli Stati Uniti. In cambio dello stadio e della sua gentilezza, la Enron ottenne, la fornitura per 200 milioni di dollari dell’energia elettrica della città di Houston e una serie notevole di ammorbidimenti legislativi sull`energia e l`inquinamento negli anni a venire. La decisione di non aderire al protocollo di Kyoto probabilmente è stata influenzata anche da pressioni della Enron.
Durante il processo agli amm.ri della Enron, venne sentito anche l`ex vicepresidente, Clifford Baxter, il quale oppose un fermo rifiuto alle richieste sempre più insistenti di fornire documentazioni contabili relative alla Enron. In seguito verranno pubblicate dalla stampa fotografie di dipendenti Enron che portavano via casse e casse di documenti dalla sede della compagnia. Ma l`inchiesta andò avanti e un mattino Clifford Baxter fu trovato morto in un auto, all`interno di un parcheggio di Houston, con una pistola in mano.
La polizia disse che si trattava di un suicidio (molto dubbio).
Ma la situazione divenne ancora più grave quando si scoprì che i dirigenti della Enron avevano costituito una rete di società che prendevano commesse di lavoro dalla Enron fatturando cifre vertiginose che finivano in compiacenti paradisi fiscali. E non si trattava delle misere 64 società fantasma del povero Berlusconi. Le società sussidiarie della Enron furono 881, domiciliate in alcuni tra i più affidabili paradisi fiscali del pianeta: 692 solo nelle Isole Cayman, 119 nelle Isole Turks e Caicos, 43 alle Mauritius, 8 alle Bermuda.

Questo meccanismo raffinatissimo servì per stornare guadagni prima e per nascondere le perdite. La Enron nella sua fase discendente riuscì a contabilizzare 600 milioni di profitti inesistenti. Tra l`altro, grazie a questo sistema la Enron riuscì a non pagare un centesimo di tasse in 4 degli ultimi 5 anni di vita. Anzi, nel 2000 un`imposta di 112 milioni di dollari si trasformò alla fine in un credito di 278 milioni di dollari. Sostanzialmente si svuotavano le casse dell`azienda e si faceva a metà con i politici e con le istituzioni addette al controllo della regolarità dei bilanci.
La Enron era sottoposta, in teoria, a fior di controlli, infatti in sede di processo sedette nel banco degli imputati anche David Duncan, dirigente della società di certificazione, la Arthur Andersen, multinazionale Americana specializzata nella certificazioni dei bilanci, accusata di aver sottratto agli accertamenti documentazione fondamentale alla ricostruzione dei fatti.
Il processo a Duncan, tuttavia, finì nel novembre del 2005 con un nulla di fatto.
La ricostruzione delle trame messe in atto dalla Enron portò a scoprire intrighi di potere, con l’avvallo del governo in carica (Amministrazione Bush per intenderci), da cui la Enron avrebbe ottenuto appalti ed ingenti frutti dalla guerra in Kuwait e in Kosovo, e se non fosse fallita, anche da quella in Afghanistan, dove avrebbe dovuto assumere il controllo di uno dei gasdotti più importanti del pianeta.
La sicurezza con cui la Enron si muoveva nell’ambito internazionale fece portare sul banco degli imputati una vicenda al quanto sconvolgente, mai chiarita nella sua interezza, che riconduce direttamente ad una responsabilità diretta nel grande black out che sconvolse lo Stato della California nell’estate del 2000.
(Per maggiore dettaglio:
Los Angeles è tutt’oggi la città che nell’ultimo decennio è riuscita a sconfiggere l`inquinamento, anche se ad un prezzo molto elevato, date le numerosissime cause intentate contro l`amministrazione della città dai produttori di auto, che la accusano di limitare la libertà di commercio delle auto più inquinanti. In questo ambito intervenne nel 2000 la Enron che riuscì a diventare fornitrice di energia elettrica anche in California e, a quanto pare ad organizzare il famoso black out del 2000, al solo scopo di mettere in difficoltà la politica antinquinamento della città e ottenere maggiore libertà, e quindi introiti, nella produzione di energia elettrica.)

Quanto sopra dovrebbe farci riflettere fortemente.


Ho preso spunto proprio dalla vicenda Enron per far capire a tutti noi comuni mortali, come gli interessi economici, quando raggiungono livelli cosmopoliti, possono sorreggere decisioni assurde a discapito dell’Umanità intera.

Sotto quest’ottica nulla può essere scontatamente riconosciuto come vero: le guerre, i disastri naturali, il crollo di due grattacieli nel centro di New York....
ogni evento potrebbe essere un riflesso di interessi economici a noi sconosciuti.


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