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Principe_igor

Società: Lo scandalo Enron del 2002

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Di , 03-02-2009 alle 14: 07 (621 Visite)
Lo scandalo Enron
parte 1


Lo scandalo Enron


Alcuni giorno fa, mentre ero intento a ricercare un buon film da vedere nella cineteca personale, mi ritrovai nelle mani questo titolo che a malapena ricordavo di aver comprato.
Avevo presente lo scandalo che negli anni 2002 e seguenti sconvolse gli Stati Uniti d’America e il mondo intero, per averlo letto tempo addietro sui giornali, ma non mi ero mai soffermato sui particolari dell’accaduto, peraltro passato un po’ in sordina, coperto dall’onda emotiva ancora forte dell’11 settembre 2001.
Decisi, quindi, di vedere il film, peraltro mediocre, e di colloquiare con qualche amico e collega sulla vicenda, scoprendo, ahimè, che l’argomento era stato per lo più ignorato dalla massa, nonostante la sua importanza, e che quindi avesse bisogno di un approfondimento.

La storia è talmente assurda ed imbarazzante che è d’obbligo raccontarla.

La Enron è stata una delle più grandi multinazionali americane, colosso texano dell’energia e settima industria Usa per fatturato (secondo la classifica “Fortune”), protagonista e pioniere del trading anche in Europa, un giro d`affari superiore a quello di molti stati africani messi assieme.
Nel 2002 la Enron improvvisamente fallì, o meglio fu dapprima ad un passo dal fallimento per poi fallire definitivamente, lasciando senza lavoro migliaia di dipendenti in tutto il Mondo.
La Dynegy Corp, azienda texana, ritirò ufficialmente la sua offerta di acquisto-salvataggio accusando la Enron di disonestà nelle trattative; Standard Poor declassò il debito di questa al livello di “junk” e di conseguenza i titoli della Enron crollarono di circa l’85% passando da 86 (con picchi di 90) a 0,61 dollari, per poi scendere ancora a 26 centesimi. Le operazioni di trading on line furono bruscamente interrotte, il colosso americano con un giro d’affari vicino ai 130 miliardi di dollari, improvvisamente, (nel giro di tre mesi) bruciò circa 60 miliardi di dollari e spense i riflettori.
L’avvenimento giunse del tutto inaspettato, poiché ufficialmente l’azienda negli ultimi 10 anni aveva avuto una crescita molto rapida, decuplicando il proprio valore . Nel 1996 la rivista “Fortune” la indicava come l`azienda più innovativa del pianeta e il “Financial Times” nel 2000 l`aveva proclamata "Azienda energetica dell`anno". Tuttavia nel giro di pochissimo tempo le azioni Enron, da tutti considerate solidissime, persero tutto il loro valore.
Questo disastro colpì banche, assicurazioni, (causò indirettamente il fallimento della catena di supermercati Kmart) e milioni di risparmiatori, portando numerosi dipendenti a gravi difficoltà economiche, poiché era stata fatta loro una proposta (per un certo verso geniale) che permetteva agli stessi di acquistare le azioni della società costringendoli però a un accordo che li vincolava a non rivenderle. I dipendenti che avevano investito tutti i loro risparmi in quei titoli videro crollare le quotazioni in borsa, senza poter fare nulla.
I più alti dirigenti della società, invece, non subirono alcuna perdita, poiché avevano venduto le loro azioni prima del crack, realizzando così enormi guadagni; per essi infatti non era prevista alcuna clausola che gli impedisse di liberarsi delle proprie quote.
L’opinione pubblica pretese chiarimenti, poiché pareva inspiegabile che una multinazionale che fatturava di oltre 100 miliardi di dollari, crollasse così rapidamente senza segnali premonitori.
La Enron fu colpita da una prima ondata di vendite tra il settembre e l’ottobre del 2001, probabilmente, a causa dell’effetto 11 settembre, e a seguito della crescente crisi energetica che colpì la California. La Dynegy Corp decise il salvataggio del debito maturato nel frattempo dalla Enron, predisponendo di pagare 9,4 miliardi di dollari di azioni proprie per una società cinque volte più grande di lei. Dopo un’analisi dei libri e dei registri contabili, definiti complessi e indecifrabili, l’offerta fu abbassata a 4,2 miliardi di dollari. La Dynergy nel frattempo aveva corrisposto 1,5 miliardi di dollari nelle casse della Enron per mantenerla in vita, in cambio del gasdotto Northen Natural Gas che collega Midwest al Texas. Da lì a poco, tuttavia, la Dynergy, come detto, ritirò la sua offerta di salvataggio e la Enron si ritrovò costretta a chiudere la piattaforma EnronOnline generatrice del 60% del volume d’affari della stessa. La EnronOnline, per maggiore informazione, era il modello universale per broker e società energetiche nell’intermediazione elettronica, specializzata nel business-to-business (B2B) sui mercati dei metalli e dell’energia; per alcuni prodotti, quali il gas naturale, la dimensione degli scambi sul portale EnronOnline era divenuto così ampia da influenzare la formazione dei prezzi sui mercati ufficiali di tutto il mondo.
Il crack fu inevitabile.

...continua

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