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Calo del desiderio: una chiave di lettura

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Di , 18-01-2009 alle 02: 39 (361 Visite)
Il desiderio sessuale ha a che fare con il rapporo che la persona ha con sè stessa, la fiducia in sè, il piacersi, la capacità di accettare il proprio corpo.

Accettare di parlare di calo del desiderio significa avvicinarsi e affrontare le proprie debolezze e quelle del proprio partner e quindi andare incontro ad una visione più completa della sessutlità.




Ciò che avviene nell’intimità è l’espressione dell’ essere in coppia. La sessualità è uno dei tanti modi che essa ha per comunicare e per questo le situazioni in cui si verifica un calo del desiderio potrebbero essere vissute come uno spunto per riflettere su un particolare momento dell’evoluzione del rapporto.

Spessissimo invece si è molto preoccupati, si ricerca la responsabilità in uno dei partner, ci si chiede quale attenzione è mancata, ci si domanda se l’amore si sia affievolito o se la noia abbia preso il sopravvento.

Tutto questo perchè troppo spesso la sessualità è vissuta come una performace, un prestazione da tenere e sempre ad alto livello, altrimenti è indice di malessere.

All’inizio di una storia d’amore tutto sembra essere “incantato”, prevalgono le aspettative sull’altro, il desiderio di conoscerlo, di scoprirlo. L’altro appaga i nostri bisogni e ci fa sentire speciali, si desidera stare insieme per sempre.

Ma poi l’amore cresce, matura, si evolve in forme più complesse ed anche la sessualità si modifica.
La passione travolgente si trasforma poco a poco, in desiderio di armonia, di contatto interiore, di tenerezza, la sessualità diventa il modo per stare insieme in maniera più profonda e completa.

Questo passaggio dall’idealizzazione infantile ad una dimensione maggiormente realistica della coppia è spesso doloroso e non sempre viene compreso nel suo profondo significato. Viene scambiato per una regressione, quando invece si tratta di un’autentica evoluzione del rapporto di coppia.

Tuttavia esistono momenti critici nella vita di ognuno, caratterizzati da stanchezza o concentrazione su un obiettivo ed esitono problemi a più livelli che possono distoglierci dall’avere un costante desiderio sessuale.

In questi casi la cosa più importante da fare è quella di rendere l’altro partecipe di quanto si prova, spiegargli di cosa si tratta, condividere sensazioni ed emozioni e rassicurarlo del fatto che un momentaneo calo del desiderio non corrisponde necessariamente ad un calo del sentimento o al fatto che non lo consideriamo più attraente come prima.

Insieme si potrà poi andare verso una risoluzione, ogni difficoltà in quest’ambito è risolvibile esclusivamente attraverso il coinvolgimento di entrambi i partner perchè la sessualità è un fatto di coppia, perciò è importante analizzarla e circoscriverla all’interno della relazione a due.

Le incomprensioni e i silenzi, viceversa, possono determinare distanza e congelare gli slanci emotivi, creando dei vuoti che potrebbero essere riempiti ricercando altrove ciò che manca.

Le donne generalmente sono interessate alla qualità del rapporto sessuale, gli uomini più alla quantità e alla performance, ma paradossalmente la necessità di aumentare a dismisura i rapporti sessuali nasconde qualche mancanza, in quanto se la coppia ha raggiunto un buon livello di intimità e si sente appagata dalla relazione non avverte questa esigenza.
Ciò significa che vivere con pienezza il proprio rapporto di coppia fa decisamente passare in secondo piano le questioni di “frequenza”.

Esistono, altresì, situazioni in cui un calo del desiderio sessuale può essere legato a cause profonde di natura psicologica (precedente aborto, paura di una gravidanza indesiderata, educazione rigida, credenze religiose, disturbo psichico ecc.) fisiologica e perchè no, anche all’assenza inconsapevole del sentimento.

In questo caso di solito si tratta di una mancanza del dsiderio persistentemente carente o del tutto assente e possiamo parlare dunque di quello che viene definito Disturbo del desiderio sessuale.

Tale problematica rende necessario l’intervento specialistico ed il primo passo da compiere è sicuramente quello di escludere cause “non psicologiche” attraverso accertamenti di tipo medico.

Una volta escluse cause organiche si può prevedere un percorso di counseling con uno psicologo o una psicoterapia volti ad indagare la natura del disagio e a costruire un percorso orientato al cambiamento.

Questo disagio,come abbiamo detto, ha a che fare con il rapporto che la persona ha con sè stessa, è possibile dunque prevedere una consulenza individuale, ma va tenuto presente che in generale le problematiche relative alla sfera della sessualità si inseriscono in una dinamica conflittuale di coppia che necessita dunque di un’adeguata elaborazione.

Autore: Dott.ssa Federica Letizia

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