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Haplo

Pensieri folli in una notte in bianco

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Di , 01-07-2011 alle 07: 41 (1892 Visite)
La metà della vita le persone la passano a cercare un modo di piacere agli altri, quell'essere accettati, più che a vivere realmente per come si è.
Forse tu non ne hai bisogno forse piaci per come sei, ma alla fine siamo davvero noi stessi in ogni occasione? Riusciamo a dire sempre quello che ci passa per la
testa, ad essere sinceri fino in fondo? avere la forza di dire come stanno realmente le cose?
No, non ci si riesce sempre, a volte si mente a fin di bene, altre volte si omette, e la cosa non è poi meno peggio di una bugia, il non dire per non far sapere, forse fa più male di una piccola bugia, a volte si cerca proprio di ferire, è nella natura dell'uomo ci si adatta ad ogni situazione in che modo poi....dipende....dipende da come ti si è forgiato il carattere.
Te ne accorgi dalla vita quotidiana dai rapporti con gli altri, te ne accorgi giorno dopo giorno, e se si è davvero onesti si fanno i conti pure con se stessi.
Non credo che certi atteggiamenti siano programmati, non c'è malafede credo sia proprio insito nell'essere umano, è inconscio, ed è difficile trovare chi riesce ad essere se stesso in ogni situazione.
Ci si prova e la cosa può essere vista come una ricerca interiore del nostro io,
un modo di raggiungere una consapevolezza e una sicurezza a cui si aspira, ma che non sempre si trova, o non sempre riusciamo a vivere in tutte le fasi della nostra esistenza, perchè farlo forse sarebbe meno umano del non riuscirci, ci porterebbe a quella perfezione che l'uomo in fondo in fondo non ha e che lo rende così affascinante, che è l'imperfezione.
Alla fine della giostra non è nemmeno colpa nostra, alla fine è la società che ce lo impone, sono gli incontri, le persone le stiuazioni, che fan si che ognuno di noi muti il proprio atteggimento per non deludere gli altri, per evitare problemi, per dare quel qualcosa che da noi ci si aspetta.
E' una questione di carattere di formazione sociale, e non parlo di falsità quando non si è se stessi, parlo di tutt'altro, parlo di coportamenti che vuoi per una cosa vuoi per un 'ltra non si riesono a tenere, il mandare a fanculo le persone quando non le reggi più, il poter sputare dritto in faccia i tuoi sentimenti senza paura che chi ti ascolta possa giudicarti,
vivere davvero certi momenti come si vorrebbe, non è cosa da tutti.
E quando iriamo le somme in solitudine, davanti allo specchio devi fare i conti con te stesso, e noi stessi siamo più difficili da prendere per il culo.
Si arriva ad un punto della nostra vita dove si deve fare un bilancio, magari lo facciamo più volte nell'arco degli anni con livelli di maturità diversa e traiamo le nostre conclusioni a seconda del momento storico.
Ed è così che capisci che la vita, quella vera non è un film, non tutto è perfetto, ma che sorpattutto è fatta di piccole cose, piccoli gesti, di quotidianità, a volte le persone non si rendono conto quanto
queste siano importanti per gli altri, a volte pensano e danno tutto per scontato, ci danno per scontati, e non riescono a capire certi nostri gesti, certi comportamenti,
certe reazioni, certe espressioni, certe paure, e noi di conseguenza a loro e alle loro incomprensioni reagiamo, ci arrabbiamo, facciamo gli indifferenti, mandiamo a fare in culo tutto e tutti, per poi magari scusarci, ognuno di noi ha la sua ricetta il suo modo di affrontare le situazioni che la vita ci propone, e non credo esista la ricetta giusta, ma esistono persone che ci capiscono e quelle che non ci riescono.
E non sempre veniamo capiti, quella che può sembrare forza in realtà è una grande fragilità e debolezza, e quella che può sembrare fragilità e debolezza
è una grande forza.
Oggi non riesco a chiudere occhio e faccio un pò i conti con me stesso, peso sulla bilancia i miei trentatre anni, le cose importanti, le cose belle
e le cose brutte, ciò che la vita mi ha riservato, gli incontri, gli amori, le amicizie, le perdite, e mi ritrovo a pensare se alla fine ogni pezzo che compone il Puzzle
della mia esistenza sia stato corredato da scelte giuste, se avrei potuto fare di più, dire di più, o dire di meno in alcuni casi, se ho espresso realmente tutto ciò che sentivo, o se anche io sono stato travolto da questo meccanismo che fa si che ci si debba volente o nolente "adattare".
Ho perso delle persone nella vita a cui non ho mai detto ti voglio bene, una amico con cui ho vissuto parte della mia vita è morto e l'ultimo periodo
non ci siamo sentiti per un litigio stupido, per orgoglio non ci siamo più presi o sentiti, fino a che non mi arriva la telefonata una mattina che mi dice
che non c'è più, non sapevo nemmeno che si fosse ammalato e abitava a due passi da casa mia.
Ricordo di aver pianto in vita mia così come un bambino con le lacrime e i tremiti che ti scuotono il corpo solo un'altra volta in vita mia.
Lui è andato via e ora non c'è più e se n'è andato senza sapere che gli volevo bene, ma bene davvero, e in questo periodo ricorre il suo anniversario, e io anche se ancora oggi son convinto di aver avuto ragione, mi chiedo perchè non ho scelto quand'era il momento di non passare sopra a tutto, Mettere da parte
l'orgoglio, Mentire a me stesso ma tenere vicino una persona che ha vissuto con me gran parte della vita.
Poi ti ritrovi a fare le scelte diametralmente opposte, hai paura di sbagliare ancora, e ti ritrovi in certe situazioni a non sapere più cosa dire,
tieni talmente tanto a qualcuno, a ciò che il destino ti ha concesso che non vuoi perderlo e cerchi di tenerlo con te, ma sbagli i modi, non capendo che alcuni comportamenti ti allontanano, ma è più forte di te, non vuoi perdere quello che hai trovato di bello nella vita, e non capisci perchè fai
certe cose, e non capisci perchè lei invece non fa certe cose, ti senti trascurato, solo, non ricevi l'importanza che vorresti, ma continui a vivere
a modo tuo, forse sbagliando forse no, dando conferme, aspettandole...ed è questo lo sbaglio forse più grande avere delle aspettative, perchè la vita non va come ce la programmiamo nella testa, non va come vorremmo, e gli altri non sono tenuti o obbligati a tenerne conto.
Ho imparato a vivere giorno per giorno, la vita sinceramente non è stata molto generosa, ma questo ti aiuta ad apprezzare quello che di bello ti offre, quando te lo
offre, e ti da oltre i dolori grandi gioie.
Oggi mi ritrovo sveglio alle sei, una notte passata senza sonno e senza sogni, un libro, la mia musica, i miei strumenti, a volte si va alla ricerca della soltitudine, altre volte ti viene un pò sbattuta in faccia, ma forse è quello che uno si merita, ci si deve convivere.
Qualcuno che è stato tanto disperato di arrivare fino in fondo forse non avrà nemmeno capito il senso di quello che volevo scrivere, altri lo fraintenderanno, altri ancora (e sono ottimista che già siano più di tre ad arrivare in fondo) si chiederanno perchè non mi sia fatto un bel sonnellino al posto di riempire di parole un Blog che non toccavo da mesi.
Il bello è che se mi faccio la domanda dell'inizio e riguardo se nelle tappe della mia vita sono sempre stato me stesso fino in fondo, non sono certo di poter rispondere con unsecco si o un secco no, a volte penso di no, penso di aver accondisceso troppo, altre volte penso di aver esagerato per orgoglio, ma all fine anche questo sono io
un Uomo capace di sbagli, con la speranza di venir capito dalle persone a cui voglio veramente bene, che ha dei bisogni e delle aspettative, delle conferme che spero un giorno arrivino, con una voglia matta di tranquillità e serenità che ogni tanto manca, insomma un essere Imperfetto nella sua più totale imperfezione.

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Commenti

  1. L'avatar di arcoefreccia
    Non so se sono la prima dei disperati ad aver letto tutto, ma sono la prima dei disperati a lasciarti un commento...!
    Una perdita, già di per se, è un evento che imprime un segno marcato ad un certo punto della nostra vita e, se tutto va "bene", a distanza di tempo lascia scie e strascichi con cui convivere. Una perdita accompagnata da qualcosa rimasto in sospeso, non chiarito, non detto... a volte può diventare una zavorra che tiene ancorati a terra. E invece, guarda un po', sono certa che il tuo amico oggi sarebbe felice solo di vederti volare, leggero.
    Essere se stessi fino in fondo non è sempre facile, nè sempre a priori la cosa più giusta da fare; se non sai rispondere con un secco sì o un secco no, a me viene solo da pensare: per fortuna, significa che sei umano Un bacio FP..e dormi!
  2. L'avatar di janet
    Interessante Haplo, ma già il fatto che ti chiedi cosa potrebbero pensare le persone del fatto che hai scritto sul blog dopo tanto tempo è sintomo del fatto che ti preoccupi troppo di quello che pensano gli altri, vivi e sii te stesso, di giorno o di notte, non ha importanza, ma siii te stesso, perchè il fegato è tuo, le delusioni poi portano ad arrabbiarsi ed ammalarsi, se piaci piaci, se non piaci ciccia ma fai quello che vuoi fare, sempre e comunque.
    Tanto è come la musica, la persona con cui magari hai scontri, ti lascia sensazioni e te la ricordi, ti fanno crescere interiormente, di tante non ti ricordi proprio niente, neanche il nome, perchè non ti lasciano alcuna sensazione, quindi che importanza può avere quello che pensano di te ?
  3. L'avatar di Haplo
    Grazie per le rispote e soprattutto per essere arrivate alla fine.
    @Janet, so che non era facile cogliere il senso del blog, infatti rileggendolo il giorno dopo nemmmeno io ero sicuro che potesse arrivare per quello che volevo dire.
    Infatti ho fatto un altro articolo sul blog per cercare di chiarirlo meglio.
    Non sono assolutamente preoccupato di quello che gli altri pensano di me, penso che alla fine se una persona ti vuole bene o ti apprezza, riesce a farlo per come sei anche con eventuli sbagli, errori o debolezze, la domanda che io mi ponevo, frutto poi di una citazione di un film era un'altra, Se si riesce sempre e comunque ad essere se stessi in ogni occasione, o se gli eventi, o le persone, comunque a volte ci condizionano nei comportamenti
    @Sp grazie di esserci sempre