Tutti sul mutuo variabile

Filomena Spisso
  • Autore - Laurea in scienze politiche

Il periodo attuale sicuramente non regala molte certezze agli investitori ed a quanti operano nei mercati finanziari. Il continuo aumento dello spread tra btp italiani e bond tedeschi, le manovre finanziarie fatte dall’ Italia per evitare la crisi, la minaccia di default della grecia ( circa il 90 per cento dei bond offerti sarebbe dovuto essere acquistato dagli investitori privati, ma sembra che tale cifra non sarà raggiunta), sono tutte notizie che minano la fiducia e non permettono agli operatori di operare in un clima sereno.

Tuttavia almeno per quanti hanno un mutuo a tasso variabile, o tutti quelli che devono sottoscrivere un mutuo a breve termine, le notizie non sono poi cosi negative. Le previsioni di inizio anno infatti prevedevano un lento ma costante aumento dell’ euribor, l’ indice a cui sono ancorati i mutui a tasso variabile, per raggiungere il valore medio solo nel 2013 ( il 3 per cento media storica). Adesso invece con la situazione economica non molto chiara e la crisi che ancora non permette di effettuare previsioni di lungo termine l’ andamento dei tassi dovrà essere rivisto ed a vantaggio del mutuatario. In sostanza si prevede una lenta discesa del tasso euribor sino a giungere al valore medio, il 3 per cento, solo nel 2015 quando si spera la crisi sarà alle spalle ed il pil in crescita. Anche i tassi fissi hanno attualmente dei “prezzi” molto convenienti, in grado di allettare anche chi , a prima vista, potrebbe propendere per il variabile.

Pertanto a meno che non si assista ad un aumento degli spread i mutui offerti in questo periodo dovrebbero rimanere molto vantaggiosi.

Inoltre dal 2007 , quindi da quando è in vigore il decreto Bersani, si è istituita la figura della surroga, per cui un mutuatario aveva la possibilità di cambiare il proprio mutuo senza sopportare spese aggiuntive. In sostanza il cliente può cambiare banca, oppure variare il contratto di mutuo ( ad esclusione dell’ importo) e la banca ha l’ obbligo di accettare tale variazione senza accollare alcun onere al cliente.

Tuttavia tale prassi aveva assunto dei risvolti abbastanza onerosi per le banche , in quanto lo strumento della surroga veniva utilizzato troppo di frequente e , considerato chela banca ha dei costi intorno ai 2000 euro di spese amministrative, ogni operazione diveniva troppo onerosa per l’ istituto di credito. Pertanto le banche, in maniera apparentemente non concordata, hanno iniziato a declinare le richieste di mutuo di surroga se il mutuatario è intestatario di un mutuo sottoscritto precedentemente con finalità surroga, in modo da evitare il fenomeno della doppia surroga e tentare di limitare i danni. Pertanto le regole delle banche iniziano a divenire più rigide in modo tale da evitare abusi, e questo potrebbe rendere meno efficace lo strumento della surroga.