Totalizzazione dei contributi pensionistici


Sicuramente uno dei problemi più ricorrenti per i futuri pensionati sarà l’ aver versato contributi obbligatori a casse o enti aventi finalità previdenziale diverse, visto il continuo cambiamento del posto di lavoro  ed il tramonto del posto fisso. La procedura per ottenere comunque il riconoscimento  dei contributi versati e vedersi erogata un’ unica pensione è completamente gratuita, non comporta quindi versamenti integrativi come si fa per il ricongiungimento.

Tra le figure che potrebbero essere particolarmente interessate alla procedura della totalizzazione vi sono sicuramente gli ex lavoratori a progetti o co.co.co che non possono sfruttare i contributi versati per altre casse o enti aventi finalità previdenziale. L’ elenco delle persone che possono usufruire di questa procedura è molto esteso e comprende i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati , i lavoratori autonomi ( artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, lavoratori agricoli vari ), iscritti alla gestione separata dell’ Inps come appunto venditori porta a porta, cococo o lavoratori a progetto, associati in partecipazione, lavoratori occasionali di qualsiasi natura, percettori di assegno o borse di studio di ricerca, volontari del servizio civile avviti dal 2006 al 2008 ed anche sacerdoti o ministri di altri culti religiosi. La procedura ha alcuni punti che devono essere descritti nel dettaglio. In particolare occorre prendere in considerazione solo contributi versati ad alcune gestioni pensionistiche per almeno 3 anni. Pertanto la procedura della totalizzazione è preclusa a chi non ha accumulato almeno 3 anni di anzianità presso una struttura od ente previdenziale. Alcuni vantaggi sono relativi al fatto che comunque è possibile percepire una pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 65 anni di età e con almeno 20 anni di contributi versati alle diverse strutture previdenziali. In tale computo occorre considerare esclusivamente i requisiti dei tre anni di anzianità contributiva per ogni ente previdenziale previsti. Comunque si ha un notevole vantaggio in quanto è possibile raggiungere in maniera più celere i requisiti per aver diritto ad una pensione di vecchiaia. Le regole sono le stesse anche per raggiungere la pensioni di anzianità tenuto conto che per questa occorrono almeno 40 anni di versamenti obbligatori. Tale requisito viene conservato anche se il contribuente è iscritto presso casse che presentano requisiti più vincolanti per ottenere la pensione. 

Tale istituto si inquadra nelle recenti modifiche legislative che hanno portato ad alcuni correttivi per la percezione della pensione. Infatti da inizio anno al raggiungimento dei requisiti per ottenere il trattamento pensionistico occorrerà aspettare un lasso di tempo prima che la prima pensione venga erogata. Infatti i dipendenti attenderanno 12 mesi dalla cessazione del rapporto lavorativo e gli autonomi dovranno invece aspettare 18 mesi. Inoltre per possedere i requisiti vengono introdotte le cosiddette quote, tale quota  per l’anno in corso è pari a 96, cifra che indica il cumulo dell’ età anagrafica e di quella contributiva.

Continua: Modifiche alle pensioni dal 1 Gennaio





Lascia una risposta