Stato di salute dell’ economia Usa

Ci si interroga frequentemente sullo stato di salute dell’ economia americana e su come si evolverà la situazione in virtù anche dei vari problemi che l’ economia statunitense deve attualmente affrontare. Le prospettive di crescita per il 2011 sono di circa 2 punti percentuali, una stima molto approssimativa ma che , dopo la fase di crisi attraversata, potrebbe essere molto utile per riprendersi dal pantano in cui versa l’ economia statunitense. Tuttavia non tutti gli analisti su questa prospettiva di crescita ed infatti alcuni prevedono addirittura una fase di recessione all’interno della fase espansiva, quindi una possibile nuova recessione dovuta ad un rallentamento globale delle vendite di prodotti made in Usa. Sembrerebbe una previsione molto lontana realtà considerando che il livello del dollaro attuale favorisce l’ export verso tutti i maggiori paesi industrializzati e per ora non si vedono seri motivi per un deprezzamento del dollaro, a parte delle lamentele generalizzate di tutti gli stati per il danneggiamento degli scambi commerciali. Inoltre anche il Pil del 2010 si segnala in crescita, anche se solo di pochi punti percentuali. Tuttavia occorre considerare anche gli aspetti negativi che sono molteplici. Infatti il Pil in aumento è dovuto per i due terzi alle aumentate vendite di auto , in considerazione anche degli aiuti eccezionali che hanno avuto le case costruttrici. Le prospettive per le vendite non sono però rosee, infatti per il prossimo anno si prevede che le vendite settore auto calino a picco raggiungendo il minimo degli ultimi 40 anni. Inoltre da una statistica recente la propensione al consumo americano risulta in aumento, e ciò per l’ economia americana non è una buona notizia. Infatti dopo aver raggiunto un minimo nel 1995, anno in cui la propensione al risparmio era pari a circa il 2 per cento del reddito risparmiato, questa è andata aumentando raggiungendo un valore di circa l’ 11 per cento negli anni attuali. Negli Stati Uniti, a differenza di molti paesi, tra i quali ad esempio l’ Italia, si risparmia una quota molto bassa di reddito , anche perché sin dai primi anni 90 gli americani hanno potuto godere di una somma di extra reddito dovuto all’ aumento degli immobili ed al buon andamento delle azioni. Tale somma che ha reso gli americani oggettivamente più ricchi è stata impiegata nel consumo generando un forte aumento delle vendite. Tale processo di consumismo ha innescato una corsa alla richiesta di credito da parte della maggior parte della popolazione statunitense e pertanto l’ economia e lo sviluppo , subito dopo il 1980 , si fondavano sull ‘ iperconsumo da parte dei cittadini. Tale ricorso al credito è sfociato recentemente però nel patologico e il fenomeno dei sub prime ha compromesso alla base le prospettive di sviluppo anche perché nell’ economia reale la possibilità di solvibilità delle famiglie era molto lontana da quanto sembrasse in base agli impieghi finanziari.

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