Stage all’estero pro e contro


Stage all'estero pro e contro

Uno stage svolto all’estero aiuta ed anche molto: è quanto emerge dal Rapporto “Sussidiarietà e… neolaureati e lavoro” svolta dall’Università Cattolica e Fondazione Alma Laurea.

Per compiere l’indagine sono stati presi in esame 6.000 laureati nel 2008.

Emerge che coloro che hanno svolto uno stage all’estero guadagnano di più, 1414 euro rispetto i 1263 euro della media del campione.

Dall’indagine si mette inoltre in evidenza la maggiore corrispondenza tra la laurea ed il lavoro svolto, che rappresenta il massimo per il 41,2% che ha svolto lo stage all’estero e che risulta pari al 35,6% di chi ha tenuto lo stage in Italia.

L’incidenza dei ceti sociali più abbienti risulta essere più elevata rispetto ai valori medi, con gli studenti che provengono da famiglie benestanti rappresentare il 22,6% del campione, ma che supera la percentuale del 30% di coloro che hanno svolto lo stage all’estero.

Viceversa gli studenti di estrazione più popolare sono circa il 6% in meno rispetto alla loro incidenza nel totale del campione.

Da ciò si evince i figli appartenenti ai ceti elevati hanno più facilmente accesso allo stage all’estero rispetto a coloro che non “possono permetterselo”: in definitiva soltanto l’8,8% del totale dei neolaureati effettua uno stage all’estero, pochi fortunati che riusciranno ad avere un curriculum migliore e più redditizio.

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