Specifiche contrattuali delle opzioni


Dividendi, frazionamenti e assegnazioni gratuite

Le prime opzioni che sono state scambiate sui mercati Otc erano protette sostanzialmente dallo stacco dei dividendi. Se una società distribuiva un dividendo, il prezzo d’esercizio delle opzioni scritte sulle sue azioni veniva decurtato dell’importo del dividendo stesso. Le opzioni che vengono ora trattate in borsa e nei mercati Otc non sono in genere aggiustate per tener conto dei dividendi: questa regola ha degli effetti significativi sulla valutazione degli strumenti finanziari. Le opzioni trattate in borsa vengono invece aggiustate per tener conto dei cosiddetti frazionamenti (o, con terminologia anglosassone, stock splits): si ha un frazionamento quando le azioni esistenti vengono appunto “frazionate” in più azioni. Ad esempio, in un frazionamento 3×1, ogni azione esistente viene sostituita da tre azioni di nuova emissione. Dato che i frazionamenti non producono effetti sul patrimonio o sulla capacità reddituale della società, non ci si dovrebbe attendere che essi influenzino il valore complessivo delle azioni. A parità di altre condizioni, dopo un frazionamento 3×1 il prezzo di un’azione dovrebbe ridursi ad un terzo del suo valore precedente. In generale, dopo un frazionamento n X m il prezzo di un’azione dovrebbe ridursi ad m/n-esimi del suo valore precedente. Le condizioni contrattuali dell’opzione sono aggiustate per tenere conto della variazione del prezzo dell’azione che ci si attende dal frazionamento; dopo un frazionamento n X m, il prezzo d’esercizio viene ridotto a m/n-esimi del suo valore precedente e il numero delle azioni sulle quali il contratto è scritto viene aumentato a n/m-esimi del valore precedente. Se il prezzo dell’azione si riduce invece nel modo atteso, la posizione di chi ha scritto e di chi ha acquistato rimane immutata. Le opzioni su azioni sono aggiustate anche nel caso delle assegnazioni gratuite (stock dividends), ossia quando le società provvedono a emettere azioni da assegnare in modo gratuito agli azionisti. Vi è un aggiustamento delle condizioni contrattuali dell’opzione per tener conto della riduzione attesa del prezzo dell’azione nello stesso modo visto per i frazionamenti. Gli aggiustamenti sussistono perfino nel caso dello stacco dei diritti d’opzione: i diritti d’opzione consentono agli azionisti di acquistare nuove azioni al prezzo specificato dalla società. La procedura adottata è quella di calcolare il prezzo teorico dei diritti e quindi di decurtare il prezzo d’esercizio di tale importo. Comunque, come è stato messo in evidenza da Brown, tale procedura penalizza, seppur in maniera lieve, il possessore dell’opzione.

 

Limite di posizione e limite di esercizio

Le borse tendono a fissare un “limite di posizione” per ogni azione su cui vengono scritte le opzioni. Il limite va a definire il massimo numero di contratti di opzione che l’investitore può avere su uno dei due lati del mercato. Le calls lunghe e le puts corte sono sullo stesso lato del mercato; anche le calls corte e le puts lunghe sono sullo stesso lato. Il limite di esercizio è invece pari al limite di posizione: esso definisce il massimo numero di contratti d’opzione che un individuo (o un gruppo di individui che agiscono insieme) può esercitare in cinque giorni lavorativi consecutivi. I limiti di posizione e di esercizio sono in genere pari a 3.000, 5.500 o 8.000 contratti. Di solito, i limiti di posizione e di esercizio sono pari a 8.000 contratti per le opzioni su azioni attivamente negoziate, con alta capitalizzazione di borsa, e a 3.000 o 5.500 contratti per le opzioni su azioni con minore capitalizzazione. I limiti di posizione e di esercizio sono stati introdotti per evitare appositamente che il mercato venga influenzato in modo indebito da un singolo investitore o da un gruppo di investitori.

 

Le quotazioni

Le quotazioni delle opzioni sono riportate da diversi giornali. Nel Wall Street Journal, ad esempio, le quotazioni delle opzioni su azioni si trovano sotto la voce “Listed Options” della sezione Money and Investing. Nella prima colonna vengono solitamente riportati i nomi delle società sulle cui azioni è scritta l’opzione, unitamente al prezzo di chiusura dell’azione. Nella seconda e terza colonna, invece, vengono riportati il prezzo d’esercizio e la scadenza: le due colonne successive mostrano poi il volume degli scambi e l’ultimo prezzo delle calls trattate, mentre le ultime due colonne riportano le stesse informazioni per le puts. I warrants sono delle call options che vengono spesso emesse in maniera contestuale a delle obbligazioni, per far sì che queste risultino più interessanti per i risparmiatori. Tipicamente, i warrants scadono dopo un certo numero di anni; una volta emessi, vengono negoziati in modo separato dalle obbligazioni alle quali erano stati uniti in origine. Le opzioni di incentivazione per i dirigenti sono invece delle opzioni emesse a favore dei dirigenti per motivarli ad agire nell’interesse degli azionisti. Di solito sono at the money al momento dell’emissione; passato un certo periodo, vengono assegnate e possono essere esercitate. Diversamente dai warrants e dalle opzioni negoziate in borsa, non possono essere vendute e spesso durano fino a 10 o 15 anni.

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: I mercati delle opzioni





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