Sanzioni per le regioni in deficit

Tempi duri per i governatori che hanno i conti della sanità regionale in dissesto. Visto il pesante passivo accumulato dalle Regioni in tema di Asl ed ospedali  il nuovo decreto del federalismo fiscale prevede l’ immediata rimozione oltre alla incandidabilità per dieci anni per i presidenti delle regioni che hanno deficit pesanti.  Stessa sorte spetterà agli amministratori che sono stati condannati in primo grado per dissesti finanziari del proprio comune o del proprio ente locale. Anche per i ministri che non rispettano i costi ed i fabbisogni standard è prevista una sfiducia da parte della camera di appartenenza e probabile incompatibilità per dieci anni dalle cariche pubbliche.

Sbarca quindi in Consiglio dei Ministri un’ altro decreto per il federalismo fiscale in modo tale da punire gli amministratori più negligenti e premiare le regioni più virtuose. Anche a tale direttiva risponde la previsione di un taglio del 5 per cento del fondo sperimentale di riequilibrio per gli enti locali che non rispettano i vincoli stabiliti dal patto di stabilità.

Tuttavia un coro di proteste si è levato dagli amministratori degli enti locali che hanno comunque contestato  come il combinato disposto della recente manovra finanziaria con le novità introdotte da quest’ ultimo decreto produca effetti davvero dannosi per le finanze di Regioni e Comuni. Allo stato attuale pertanto è quasi impossibile raggiungere il pareggio di bilancio. In ogni caso la rimozione per problemi di natura finanziaria in relazione al deficit sanitario scatterà in tre casi differenti. Il primo è il caso in cui il governatore della regione non rediga il piano che predispone il rientro dal dissesto finanziario, nel secondo caso se quando si effettua la revisione annuale il piano comunque non raggiunge gli obiettivi oppure addirittura peggiora la situazione. Ultimo caso che prevede la rimozione del presidente della Regione è quello in cui per due anni consecutivi vengono applicati a livello regionale le super addizionali Irpef e Irap in quanto la Regione ha gravi disordini finanziari.

Altro caso è quello in ci viene prevista il divieto per dieci anni di possibile ricandidatura o della possibilità di ricoprire cariche pubbliche, per amministratori di enti locali ( sia governatori di regione, ma anche sindaci e presidenti delle province) che vengono condannati dalla Corte dei Conti in quanto hanno delle responsabilità in merito  al dissesto finanziario. Le condanne e l’ inibizione riguardano anche fatti che si sono svolti nei cinque anni precedenti all’ entrata in vigore della legge. La norma riguarda anche i sindaci revisori, ai quelli viene inibita la possibilità di ricoprire l’ incarico anche se la corte dei Conti li giudica responsabili di mancate o ritardate comunicazioni.

Previste delle sanzioni anche per quelle regioni che dal 2010 non hanno rispettato il patto di stabilità. In particolare viene previsto un taglio al fondo di riequilibrio commisurato all’ entità dello sforamento effettuato. In ogni caso tale taglio non potrà superare la quota del 5 per cento delle entrate correnti registrate nell’ ultimo bilancio consuntivo.

Borsa
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