Redditometro modificato

Filomena Spisso
  • Autore - Laurea in scienze politiche

Redditometro modificato

Il redditometro viene modificato in corsa: almeno questo è uscito fuori dopo un incontro tra Mario Monti e Attilio Befera.

In realtà l’attività degli 007 del fisco ancora non è partita, ma sono già previsti le prime modifiche: la prima novità importante è quella che non saranno considerati ai fini dell’accertamento del fisco scostamenti tra reddito e spesa fino a 1.000 euro al mese, quindi pari a 12.000 euro l’anno.

Nel frattempo si vocifera di un un nuovo provvedimento legislativo per cambiare la composizione del redditometro, diretta a ridurre o perfino eliminando la componente statistica.

Infatti è evidente che i valori medi di consumo delle famiglie, anche se considerate in base alla numerosità e alla dislocazione geografica, possono non scattare l’esatta fotografia delle situazione dei singoli.

In ogni caso è stato messo in evidenza che non si tratterà comunque di un accertamento di massa, ma si prevedono controlli che non supereranno i 40 mila l’anno, con il solo intento di scoprire i grandi evasori ed i cosiddetti “finti poveri”.

Nel frattempo un monito ed un invito alla cautela arriva anche dal presidente della Corte dei Conti, rivolto ad evitare un uso impudente delle informazioni non verificate.

Nato sotto Giulio Tremonti nel 2010, il redditometro sembra essere cresciuto anche peggio sotto Mario Monti, ed ora è finito nella baraonda della campagna elettorale: uno strumento da cui tutti oggi sembrano prendere le distanze. Tanto rumore per nulla?