Profondo rosso per la borsa giapponese

Purtroppo neanche l’ immane tragedia che ha colpito il giappone riesce a far chiudere le borse , e le ripercussione oltre che sugli indici europei si fanno sentire soprattutto sulla borsa giapponese. Infatti nella giornata di ieri l’ indice nikkey ha fatto registrare un meno 6,2 per cento che va ad aggravare una situazione già molto difficile per il paese. Il ribasso è il secondo di sempre dalla data del 2008, nonostante l’ intervento della banca giapponese che ha iniettato circa 130 miliardi di yen in modo da risollevare la valuta locale e tenere fuori gli speculatori. La seduta era iniziata con una certa calma, ma successivamente le vendite sono andate sempre aumentando tanto che quando i volumi hanno assunto dimensioni troppo elevate la BoJ è stata costretta ad intervenire. Infatti i volumi hanno raggiunto il record storico di 4,88 miliardi di titoli scambiati sul mercato e le vendite hanno colpito un po’ tutti i titoli. Tuttavia le stime che erano state approntate dagli analisti erano molto più ottimistiche . Infatti Le stime sulle implicazioni economiche, finanziarie e sugli impatti della politica fiscale e monetaria del paese causate da questa catastrofe sono state elaborate questa domenica dagli operatori di mercato per anticipare l’apertura della Borsa di Tokyo e soprattutto per tentare di quantificare i danni anche in termini di andamento del Pil, dello yen e di rischio-stato. L’indice Nikkei 225 potrebbe aprire lunedì mattina con un calo del 2% (dopo il -1,7% registrato venerdì nei 14 minuti che sono passati tra la notizia del terremoto e la chiusura della seduta), stando ai traders, e scendere al di sotto della soglia di 10.000: in pochi pensano che il ribasso sarà violento al punto da sfondare la soglia di 9.000. Inoltre lo yen dovrebbe rafforzarsi ulteriormente ed anche i titoli di stato dovrebbero vedere un aumento soprattutto sulle lunghe scadenze come i titoli a 10 anni. Per la Bank of America, il terremoto di Sendai non dovrebbe provocare una recessione. Stando agli analisti della Nomura Takahide Kiuchi e Kohei Okazaki, come è accaduto in passato per i terremoti in Giappone, anche in questo caso l’impatto negativo sul Pil sarà di breve periodo ma prevedibilmente sarà peggiore di quello causato da terremoto di Kobe. Tuttavia in borsa diverse aziende hanno avuto cali sostenuti soprattutto quelle che operano nel settore manifatturiero. Infatti sono state diverse le società che hanno annunciato un blocco della produzione in diversi stati del giappone. E pertanto Toyota, Sony e Mitsubishi hanno subito vendite per oltre il 10 per cento. Si registra anche un calo generalizzato dell’ or nero, visto che comunque i traders hanno considerato che la produzione subirà un rallentamento. Il giappone, che è il terzo paese consumatore di petrolio al mondo, porta cosi il petrolio ( WTI) ad un calo di circa 0,8 punti percentuali.

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