Previsioni per i mutui immobiliari

A inizio anno si ricrea la diatriba riguardante la possibilità per gli acquirenti immobiliare di scegliere tra un mutuo a tasso fisso o un mutuo a tasso variabile.  Numerosi studi immobiliari prevedono per l’ anno in corso un periodo di transizione per le compravendite italiane, dove il numero delle transazione sarà grossomodo costante, compreso tra i 740.000 rogiti notarili ed i 760.000. Di tale compravendite la maggior parte sarà effettuata attraverso la stipula di un mutuo ipotecario. Vediamo allora nel dettaglio quale mutuo scegliere , in considerazione de fatto che per un medio di circa 100.000 euro le differenze potrebbero essere anche dell’ ordine di 200 euro mensili. Sicuramente nei periodi precedenti, in particolare a far data dal 2008, i consumatori si sono orientati quasi sempre su mutui a tasso variabile in virtù del basso costo del denaro che ha portato il tasso d’ interesse di riferimento dei mutui, l’ euribor, a livello dei 0,5 punti percentuali. Pertanto considerato che vi era numerosa concorrenza tra le banche e che queste erano impegnate a farsi concorrenza tra di loro è stato possibile spuntare mutui a tassi particolarmente convenienti. Successivamente il mutuo a tasso variabile ha perso leggermente appeal in quanto l’ euribor ha avuto una crescita costante anche se molto lenta. Solo negli ultimi tempi l’ indice euribor a tre mesi e quello ad un mese ha subito una lieve decrescita che ha portato il tasso di interesse ad arretrare sotto quota 1 punto percentuale. Pertanto chi stipula un mutuo oggi ha un ventaglio di opzioni e deve valutare con la giusta calma come sarà l’ andamento della rata che dovrà pagare per rimborsare il debito. In quest’ ottica il mutuo a tasso variabile presenta indubbi ante ancora dei vantaggi visto che i tassi sono in crescita, molto lenta a dir la verità. Le previsione vedono un livello 1,5 per cento che presumibilmente sarà raggiunto alla fine dell’ anno in corso e via via una crescita del tasso sino a raggiungere un livello del 4per cento nel marzo del 2015. Un lasso temporale molto lungo che porterà comunque ad un significativo aumento della rata. Si badi infatti che all’ aumento di 2 punti percentuali dell’ euribor corrisponde un aumento di 200 euro circa sulla rata mensile ( la base del calcolo è un mutuo di 100.000 euro per una durata di 20 anni).

Per quanto riguarda il tasso fisso negli ultimi tempi molti sono stati tentati dall’ effettuare una surroga visti i tassi molto bassi dell’ indice di riferimento, l’ Irs.  Tale valore è infatti vicino ai minimi storici e monitorando i vari istituti bancari è facile spuntare un tasso globale del 4 per cento, un buon tasso ma pur sempre superiore a circa il 2 per cento per i mutui variabili come quelli attuali considerati i valori euribor.

Borsa
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