Prestiti bancari, aumenta rischio usura

Prestiti bancari, aumenta rischio usura

Il perdurare della crisi economica e la stretta delle banche a concedere credito ad imprese e famiglie, fa aumentare il rischio usura. Una tendenza maggiore rilevata soprattutto al Sud (Campania, Calabria, Abruzzo, Puglia e Sicilia).

È quanto sostenuto dalla CGIA di Mestre, che sottolinea che il rischio di usura ha raggiunto dimensioni preoccupanti maggiormente nelle regioni del Mezzogiorno.

Secondo l’indagine della CGIA, fra il 2011 ed il 2013 si è registrata una riduzione degli impieghi bancari alle famiglie e alle imprese pari a 97,2 miliardi di euro, corrispondenti a – 1,9% per le famiglie ed a un -8,8% per le imprese.

Nel 2013, in regioni quali la Campania, la Calabria, l’Abruzzo, la Puglia e la Sicilia, il fenomeno dell’usura ha raggiunto livelli drammatici e l’indice di rischio nelle regioni del Mezzogiorno sembra destinato a crescere anche nel prossimo futuro.

Prendendo infatti come riferimento l’indicatore del rischio di usura in Italia pari a 100, nelle regioni del sud risulta di molto superiore:  in Campania è pari al 164,3%, in Calabria al 146,6%, in Abruzzo al 144,6%, in Puglia al 139,4% ed in Sicilia al 136,2%.

La regione più virtuosa è il Trentino Alto Adige, che presenta un indice del rischio usura pari a 51,8%, ovvero il 48,2% in meno rispetto alla media nazionale.

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