Pressione fiscale in Italia al 42,6%


Pressione fiscale in Italia al 42,6%

Livelli sempre molto alti per la pressione fiscale in Italia anche se lievemente in calo tra il 2012 e il 2013, dal 42,7 per cento al 42,6 per cento del Pil.

Per quanto riguarda la media dei paesi Ocse nello stesso periodo, è cresciuta dal 33,7 per cento al 34,1 per cento. È quanto emerge da una indagine presentata dall’Organizzazione di Parigi.

Nel 2013 la pressione fiscale è aumentata in 21 paesi dei 30 appartenenti all’Ocse, mentre è calata nei restanti nove.

L’Italia rimane sempre al quinto posto della classifica, dietro la Danimarca, la Francia, il Belgio e la Finlandia. In ultima posizione troviamo il Messico con una pressione fiscale pari al 19,7 per cento.

Con riferimento alla composizione, in Italia incidono maggiormente le tasse sui redditi (32,8%) ed i prelievi sociali (30,3%), mentre le imposte indirette sui consumi risultano pari al 25,5% e quelle sui patrimoni al 6,3%.

Secondo il rapporto dell’organizzazione parigina inoltre viene fuori che l’Italia, in termini di tasso IVA,  si posiziona attualmente al dodicesimo posto, insieme al Belgio, rappresentando soltanto il 13,8 per cento del totale del prelievo fiscale, a fronte del 19,5 per cento della media Ocse.

L’Ocse invita pertanto a rivedere l’applicazione dell’Iva, ampliando la gamma dei prodotti e favorendo così una progressiva riduzione dei tassi.

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