Nuova riforma delle pensioni Monti


pensioni riforma salva italia

Nuova manovra finanziaria: riforma delle pensione 2012

La nuova riforma delle pensioni è arrivata: con la manovra Salva Italia presentata da Monti sono state rese pubbliche le scelte per cambiare radicalmente il sistema pensionistico italiano.
L’era del sistema retributivo è destinata a lasciar posto al sistema di calcolo contributivo, novità fondamentale che porta sullo stesso piano tutti i lavoratori, un sistema che produrrà una pensione maturata in base ai versamenti effettuati durante la propria vita professionale.
Altra modifica importante è quella dell’abolizione delle pensioni di anzianità: fino ad oggi infatti, alcuni lavoratori potevano andare in pensione all’eta di 57 o 58 anni, garantendosi una pensione per un periodo medio lungo, pari a 25/30 anni di vita, facendo aumentare i costi della previdenza in modo esponenziale.

Pensione donne
L’età pensionabile delle donne subisce un brusco innalzamento: l’età richiesta dal 2012 infatti slitterà dagli attuali 60 anni ai 62 anni, anche se in un primo momento si era parlato di 63 anni.
Il graduale innalzamento proseguirà nel 2014 con l’età che arrivera’ a 64 anni, per poi arrivare nel 2018 a 66: una vera e propria accelerata rispetto alla precedente manovra che prevedeva l’equiparazione uomini / donne a 67 anni solo nel 2026.

Pensioni uomini
Per gli uomini l’eta’ pensionabile invece slitta, a partire dal 2012,  con 42 anni + 1 mese di contributi.

Indicizzazioni pensioni
Altra grossa novità riguarda il blocco delle pensioni dell’indicizzazione dell’inflazione: con il nuovo anno infatti, le pensioni non verrano indicizzate.
Il sacrificio sarà richiesto a tutti escluse le pensioni fino a 960 euro (due volte la minima) che saranno adeguate al 100%: i capitali per compiere questa operazione verranno prelevati dalla tassazione sui capitali scudati, i cosiddetti capitali fatti rientrare dall’estero.

Chi non viene coinvolto dalla riforma delle pensioni?
I “fortunati” che potranno evitare queste riforme potranno essere fino a 50 mila unità: tali soggetti (uomini o donne) saranno coloro cheche matureranno i requisiti per poter andare in pensione entro il 31 dicembre 2011.
Sono inoltre esclusi dalla riforma anche i lavoratori in mobilità e quelli legati al piano di esubero (assicurazioni, banche etc)

Continua: Modifiche alle pensioni dal 1 Gennaio





COMMENTI

  • aurea - -

    Ritengo che sia troppo bassa la quota dei risparmiati dai blocchi delle pensioni ,per essere un po più equa dovrebbe essere almeno x 3 perchè non credo che una persona che percepise 1200 euro si possa defire benestante.

  • sandra - -

    ancora una volta le donne sono discriminate…..gli stipendi e di conseguenza le pensioni(sono e saranno paritetici a quelli degli uomini?
    gli oneri,(figli,casa,e quando (se non perdi il lavoro perche’ non piu’ “utile”)se tutto va bene, arrivano i genitori anziani)da chi sono supportate in tutto questo?
    Grazie. Sandra B.

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