Modifiche alle pensioni dal 1 Gennaio


Negli ultimi tempi la previdenza obbligatoria è stata oggetto di continue riforme che hanno portato a modificare in larga parte il sistema pensionistico italiano. Anche quest’ anno dal 1 gennaio vi saranno alcune modifiche introdotto da precedenti decreti che hanno modificato in alcuni casi l’ entità della pensioni in altre l’ età pensionabile.

Infatti viene modificata la finestra entro cui dal raggiungimento dell’ età pensionabile sino all’ effettiva percezione della pensione trascorre un maggior tempo, modificando di fatto l’ età pensionabile. Prima dell’ approvazione del Dl 78 /2000 vi era un sistema di finestre rigide , e cioè una volta raggiunte l’ età pensionabile per usufruire del trattamento pensionistico occorreva aspettare la prima finestra utile in modo tale da poter essere definitivamente collocato a riposo. Dal primo gennaio dell’ anno prossimo invece un lavoratore dipendente che andrà in pensione dovrà aspettare un tempo fisso, indicato in 12 mesi, per percepire il trattamento di pensione. I lavoratori autonomia aspetteranno invece un tempo di 18 mesi. Di fatto è un aumento dell’ età pensionabile senza però che venga apertamente dichiarato e senza che il lavoratore continui a lavorare.  Saranno esclusi da tale normativa solo alcune particolari categorie oppure chi matura i requisiti per il trattamento di pensione entro il 31 dicembre del 2010.

Dal primo gennaio 2011 cambiano anche in sostanza i requisiti per andare in pensione in considerazione l fatto che oltre agli anni contributivi è previsto un’ età anagrafica minima per poter accedere ai trattamenti pensionistici . In sostanza occorre che la somma dell’ età del lavoratore è quella della sua anzianità contributiva siano pari almeno ad una cosiddetta quota. Tale quota per il 2011 è fissata a 96 con un’ età anagrafica minima che deve essere pari a 60 anni. Pertanto il minimo degli anni contributivi dovrà essere 36 anni. Successivamente tale quota si innalzerà con il passare del tempo sino a stabilizzarsi nel 2013.  Per le dipendenti di sesso femminile le modifiche riguardano l’ innalzamento dell’ età anagrafica per riscuotere le pensioni abolisce di fatto la pensione di vecchiaia. Infatti per i dipendenti del settore privato l’ età anagrafica per usufruire della pensione di vecchiaia è pari a 60 anni. Per il pubblico impiego invece la situazione delle dipendenti è ancora più penalizzante, visto che è previsto un brusco innalzamento dell’ età pensionabile entro il 2013 ( a seguito di una direttiva europea l’ età sarà fissata a 65 anni).

Inoltre dal 1995 la pensione ha carattere contributivo, pertanto i contributi versati a partire da tale data saranno trasferiti al lavoratore sotto forma di pensione tenuto conto dell’ inflazione e delle aspettative di vita del pensionato. Dal 1° gennaio inoltre vi saranno aumenti di 7 euro per le pensioni sociali , gli assegni sociali e le pensioni minime.  Le pensioni medie invece, dai calcoli effettuati subiranno aumenti inferiori all’ aumento del costo della vita.

Continua: Totalizzazione dei contributi pensionistici





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