MARCHIONNE E TITOLO FIAT

L’ Amministratore delegato del gruppo Fiat Sergio Marchionne ha recentemente ribadito la necessità di adeguare il costo del lavoro italiano a quello praticato nel resto delle nazioni europee. Il motivo è abbastanza semplice, infatti come dichiarato da Marchionne in una intervista rilasciata a Fabio Fazio durante la trasmissione “ Che tempo che fa” , le fabbriche situate in Italia non hanno contributo in alcun modo a generare utile. Pertanto il gruppo italiano , che nell’ ultimo anno ha conseguito più di due miliardi di utile operativo , non ha alcun beneficio da parte delle fabbriche italiane. La conclusione di Marchionne è stata abbastanza drastica “nessuna azienda può mantenere per sempre delle fabbriche in perdita”. L’ amministratore delegato ritorna quindi sul tema della produttività italiana, dopo aver minacciato di spostare parte della produzione in Serbia, dove lo stato è molto generoso con gli industriali che aprono degli stabilimenti produttivi nel paese. Il nodo è centrale anche perché il titolo fiat ha recentemente raggiunto i massimi del 2008 grazie a dei dati trimestrali migliori delle attese, nelle ultime sedute di borsa Fiat ha guadagnato circa il 5 % ed anche gli altri titoli della galassia, Come Ifil, hanno beneficiato del trend positivo delle vendite. Inoltre il gruppo dopo le recenti acquisizioni di parte del capitale sociale Crysler ha una dimensione molto più internazionale e deve pertanto rendere conto anche ad investitori esteri. Marchionne si è quindi soffermato sul fatto che per ora tutti gli stabilimenti italiani non sono in pericolo, e che anzi per alcuni come Pomigliano è stata aumentata anche la capacità produttiva. Il problema resta però un costo del lavoro elevato ed una produttività molto bassa. Il dirigente si è detto disponibile ad un aumento della retribuzione se le pause all’ interno del processo produttivo saranno ridotte e gli standard di produzione si avvicineranno a quelli dei vicini paesi europei ( Austria e Germania in testa).
Si punta pertanto a chiudere un 2010 in forte positivo aumentando le stime dei ricavi che dovrebbero passare dai 50 miliardi di euro ai 55 miliardi di euro. Inoltre il gruppo Fiat dovrebbe entro la fine del 2011 aumentare la sua quota in Crysler raggiungendo il 35 % del capitale sociale. L’ amministratore, che secondo le sue dichiarazioni lavora 18 ore al giorno, ha inoltre ribadito che il progetto fabbrica Italia vale 20 miliardi di investimenti e che per attuarli ha bisogno soprattutto di un interesse da parte di tutte le parti sociali. Secondo i dati di Marchionne poco più del 12 % dei dipendenti Fiat sono sindacalizzati, ed iscritti in particolare alla Fiom, pertanto il potere dei tre sindacati non dovrebbe essere tale da bloccare una parte degli investimenti effettuati dalla maggiore fabbrica italiana, infatti l’ amministratore delegato è disponibile anche ad aumentare la paga degli operai se aumentassero le ore lavorate.

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