L’ospedale come impresa


Introduzione

Nel discutere i modelli economici del comportamento degli ospedali, la teoria dell’impresa non è molto utile, in senso metodologico, per la ricerca di un modello facilmente applicabile al problema in esame. Il problema centrale nella teoria dell’impresa concerne il grado di discrezione che il decisore può esercitare nel prendere le decisioni. La teoria tradizionale dell’impresa, utilizzando l’assunzione della competizione perfetta ed i vincoli che ne conseguono di massimizzazione del profitto in un mercato in cui il prezzo è un dato preciso, non lascia molta discrezione all’imprenditore sulle decisioni da prendere. Il mercato è un dato esogeno al problema su cui l’azione della singola impresa non ha alcun tipo di effetto.

 

L’impresa ospedale

Questo tipo di assunzione può sembrare molto restrittivo, ma bisogna considerare che un modello di questo genere consente di studiare il comportamento di tutti gli agenti in modo molto semplice e fornisce dei paradigmi molto solidi per quanto riguarda la formazione e l’evoluzione del prezzo dei beni e degli input e per quanto riguarda l’andamento dei costi di breve e lungo periodo. Il modello di concorrenza perfetta può infine essere utilizzato come benchmark per tutte le analisi: occorre infatti ricordare che il mercato concorrenziale perfetto assicura il raggiungimento di un punto di ottimo in senso paretiano senza l’intervento successivo di nessun altro agente. In questo modo, potremmo pensare a tale mercato come una specie di punto di arrivo, come un punto a cui dovrebbe tendere il mercato. Se si rilasciano l’assunzione di un mercato perfetto, diventa molto più difficile dare delle regole di condotta sul mercato e sulle imprese. Ciò occorre perché all’interno di queste strutture le imprese non si trovano più di fronte a scelte univoche e obbligate. Il management conserva un certo grado di discrezione che non consente di formulare priori dei modelli univoci circa il comportamento dell’impresa. Il comportamento dell’impresa nei mercati non concorrenziali dipenderà in gran parte dal grado di potere monopolistico di cui gode quella determinata impresa sul mercato in cui opera e dal tipo di proprietà dei fattori produttivi. In particolare, se la figura del manager e quella dell’imprenditore finiscono per non coincidere più, il comportamento dell’impresa si allontana dalla logica della massimizzazione del prodotto o la massimizzazione dei benefici ai lavoratori dell’impresa. Se fino al secolo scorso i grandi complessi industriali erano molto pochi, oggi il modello di concorrenza perfetta sembra adattarsi sempre meno alle esigenze della nostra società e alla spiegazione del settore produttivo: per questi motivi anche la letteratura tradizionale sull’impresa si è adeguata al cambiamento dell’ambiente in cui le imprese operano cercando di formulare modelli in cui la proprietà dei mezzi di produzione viene separata dalla gestione dell’impresa e in cui il mercato non perfettamente concorrenziale.

 

I processi decisionali

Questi nuovi sviluppi teorici consentono di elaborare modelli di comportamento che si distaccano dalla teoria marginalista. Inoltre, la letteratura sull’impresa ha anche cercato di spiegare i processi decisionali che avvengono all’interno dell’impresa mediante teorie volte a studiare i processi di bargaining fra i diversi attori. Questo aspetto è molto importante per quel che concerne gli ospedali, in quanto, come già fatto notare in precedenza, in questo caso la proprietà dei fattori è spesso pubblica e gli obiettivi del management possono divergere da quelli dei lavoratori. Il processo decisionale in questo caso comprende sempre almeno tre attori diversi: la proprietà imprenditoriale, il management e gli stessi medici. Lo studio dell’impresa in uno specifico mercato di tipo non concorrenziale deve quindi essere portato verso due precise direzioni: 1)lo studio del mercato vero e proprio, con una attenta analisi del comportamento dell’impresa e dei suoi concorrenti. Si provvede poi allo studio delle politiche di prezzo, qualità e pubblicità che possano consentire all’impresa di collocarsi sul mercato e di rimanervi per un certo periodo di tempo. 2)Lo studio del processo decisionale all’interno dell’impresa in presenza di diversi agenti con obiettivi fra loro divergenti, i quali finiscono però per andare a determinare il comportamento dell’impresa. Una delle teorie più importanti e influenti sul comportamento degli ospedali è stata senza dubbio quella proposta da Pauly e Redish nel 1973. Nello specifico, i due autori suggeriscono di studiarne il comportamento all’interno di un mercato neoclassico. Il mercato di riferimento in cui il modello viene presentato ha una grande importanza: si tratta di una struttura altamente competitiva come quella degli ospedali americani, in cui i medici hanno come obiettivo la massimizzazione del profitto residuo, essenzialmente il loro guadagno e che quindi si comportano in modo molto simile all’imprenditore neoclassico. Per comprendere meglio questo modello occorre notare che nell’ambito americano ospedale e medico sono di fatto due imprese del tutto distinte, visto che i medici hanno dei contratti con gli ospedali, ma questi non possono essere considerati dei subalterni. In questo caso, quindi, l’ospedale gioca un ruolo molto simile a quello degli azionisti di una grande multinazionale ai quali viene offerto un rendimento abbastanza sicuro per il proprio investimento.

 

 

 

SIMONE RICCI

Continua: La teoria del profitto





Lascia una risposta