L’economia sanitaria

Introduzione

Parlare di economia sanitaria può apparire difficile, almeno se a questo termine vogliamo dare dei connotati precisi. Da un certo punto di vista, si potrebbe pensare che, essendo la salute un bene irrinunciabile, ci sia poco da discutere circa la formazione della domanda e la razionalizzazione dell’offerta; di fronte al bisogno sanitario il cittadino si comporta in modo irrazionale e cerca di ottenere il massimo delle cure. D’altra parte, se si osserva l’evidenza empirica collegata alla spesa sanitaria, sia questa privata o pubblica, ci si rende conto ben presto che il settore è in crisi. I cittadini, sia attraverso assicurazioni private o mediante l’intervento dello Stato destinano alla sanità delle quote crescenti di prodotto interno lordo senza tuttavia ottenere dei sensibili benefici da tali spese.

 

Le particolarità del mercato delle prestazioni sanitarie

Le prestazioni sanitarie presentano degli aspetti particolari dal punto di vista economico: un primo importante aspetto riguarda il potere contrattuale che hanno le parti in gioco sul mercato. Se nel mercato in senso neoclassico il consumatore è sovrano nel senso che le sue decisioni di consumo sono in grado di influenzare la produzione e il mercato, certamente nel caso del mercato sanitario questa regola non vale. Il consumatore, inteso come l’utilizzatore finale della prestazione sanitaria, è l’anello più debole della catena. In un momento di estremo bisogno, egli deve formulare una domanda non avendo a disposizione le informazioni necessarie per esprimere una preferenza in modo corretto e si potrebbe trovare in balia di altri operatori che, avendo una informazione migliore, potrebbero indurlo a scelte non razionali. Questo è tuttavia solo un aspetto, seppure molto importante, del mercato delle prestazioni sanitarie. Per capire la necessità dello studio di tali problematiche, è necessario studiare gli aspetti principali del mercato di tali prestazioni. Esse possono essere riassunte come segue: 1)la sostanziale dicotomia tra salute e prestazioni sanitarie; 2)l’incertezza e l’irrazionalità da parte dei pazienti nel formulare la domanda; 3)il rapporto di agenzia tra medico e paziente; 4)la presenza di esternalità al consumo; 5)la caratteristica di bene misto; 6)il fallimento del mercato assicurativo privato; 7)le distorsioni dalla concorrenza dal lato dell’offerta. Singolarmente considerate queste peculiarità possono essere rivenute anche in altri mercati: quello che rende particolarmente interessante il mercato della salute è proprio la compresenza di tutte queste caratteristiche, che rendono proponibile la presenza pubblica, sia a livello regolatorio della prestazione che a livello di fornitura diretta del servizio. In estrema sintesi, la salute può essere considerata come una dotazione di capitale da parte del singolo consumatore; lo stock iniziale ci viene fornito alla nascita ed è determinato sostanzialmente da fattori biologici, genetici ed ereditari. Poi, durante la vita dei soggetti, tale capitale si deprezza per effetto sia di fattori biologici che per il tipo di uso che di tale fattore viene fatto.

 

Il panorama dell’economia sanitaria

Agli inizi del nuovo millennio il panorama dell’economia sanitaria e delle sfide che dovranno essere affrontate in futuro potrebbe essere riassunto in questo modo: spesa crescente e paradossalmente una insoddisfazione crescente degli utenti. Tra il 1991 e il 2005 la spesa sanitaria come rapporto al prodotto interno lordo è leggermente aumentata e questo nonostante le politiche di contenimento della spesa che hanno portato la componente privata ad aumentare più che proporzionalmente rispetto a quella privata. In questo periodo anche la composizione percentuale della spesa è notevolmente cambiata. Questo fenomeno è tipico di tutti i paesi industrializzati, anzi forse in Italia l’aumento è stato più contenuto che altrove. Le principali cause dell’aumento della spesa sanitaria possono essere sintetizzate in pochi pratici punti: vediamoli nel dettaglio. A)Dinamiche demografiche e epidemiologiche. Nel tempo aumenta la speranza di vita, diminuisce la mortalità infantile, aumenta la spesa per la cura delle malattie croniche. L’aumento dell’età media della popolazione crea un aumento della spesa, anche se tale relazione non è di così facile interpretazione. B)Progresso scientifico e tecnologico. Esso consente di estendere le cure a un numero crescente di pazienti. Le nuove tecniche meno invasive diminuiscono i rischi correlati agli interventi su pazienti particolarmente fragili se da un lato migliorano la qualità della vita di tali soggetti, dall’altro aumentano il costo sanitario per due motivi: i costi correlati alle nuove tecnologie, soprattutto quelle diagnostiche, sono molto elevati e, inoltre, il target di popolazione aumenta. C)Struttura dei costi di produzione. I costi di produzione diventano sempre più elevati ed aumenta la percentuale di costi fissi rispetto a quelli variabili. In questo modo, si creano in sanità delle forti economie di scala che non sempre il sistema organizzativo riesce a sfruttare. D)Ampliamento della concezione di salute. L’aumento della speranza di vita è stato affiancato a un netto miglioramento della qualità della vita. Le persone hanno una qualità migliore e si aspettano sempre qualcosa di più dal progresso tecnologico; aumenta quindi la domanda di trattamenti e di farmaci relativi a patologie che fino a qualche tempo fa sarebbero state considerate mali dell’età e come tali non curabili.

 

 

 

 

SIMONE RICCI

Borsa
  • Scrittore e Blogger
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