Le società cooperative e le mutue assicuratrici


Introduzione

Uno dei tratti caratteristici delle società cooperative è sicuramente la loro importante funzione sociale: viene infatti ritenuta particolarmente meritevole la cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. Il movimento cooperativo, pur nelle sue varie configurazioni, tende a correggere gli squilibri dei sistemi economici capitalistici, attraverso l’applicazione di regole ispirate a principi economici di diversa natura. Alla base del fenomeno vi è comunque una forte motivazione ideale. La principale definizione di società cooperativa possiamo ritrovarla nel codice civile, all’articolo 2511, il quale stabilisce che le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico.

La variabilità del capitale

Sono dunque due le caratteristiche fondamentali di tale tipo di società. Cominciamo anzitutto ad esaminare la prima di esse, la variabilità del capitale. Dire che il capitale sociale delle cooperative è variabile significa implicitamente ammettere che quello delle società ordinarie sarebbe fisso. Ma queste formule non vanno prese alla lettera e occorre fare qualche precisazione. La variabilità del capitale delle cooperative vuol significare che in esse il capitale sociale può essere aumentato attraverso l’accoglimento da parte degli amministratori delle domande di ingresso di nuovi soci. La principale differenza di questo tipo di società rispetto alle società che invece hanno uno scopo di lucro risiede proprio in tale fatto, perché queste ultime provvedono ad aumentare il capitale attraverso una modifica dell’atto costitutivo. Proprio per il fatto di questa accoglienza dei nuovi soci viene spesso detto che le società cooperative sono caratterizzate dalla “regola della porta aperta“: ciò è vero, anche se è richiesto che i nuovi soci entranti posseggano dei requisiti specifici.

Lo scopo mutualistico

L’altro tratto che configura le cooperative è lo scopo mutualistico. In realtà, nonostante numerose norme volte a rafforzare il valore di tale concetto, non ne esiste una vera e propria definizione. Secondo un’opinione prevalente, comunque, lo scopo mutualistico consiste in una reciprocità di prestazioni tra società e soci, elemento questo che è assente nelle società di tipo lucrativo (Spa, Sapa, Srl..). Questa sorta di scambio mutualistico tra società e soci avviene sostanzialmente mediante dei contratti specifici che non hanno nulla a che fare con il contratto di società. La cooperativa potrà in tal modo praticare in via immediata prezzi inferiori o retribuzioni superiori rispetto al mercato; ma può anche praticare prezzi correnti, restituendo però a fine esercizio ai soci contraenti delle somme di denaro, i cosiddetti ristorni. Ma non tutte le cooperative presentano gli stessi livelli di meritevolezza. In questo senso è fondamentale la distinzione tra cooperative a mutualità prevalente e a mutualità non prevalente. Vediamola insieme. 1) Cooperative a mutualità prevalente: sono anche definite come cooperative “protette” e sono dotate di un patrimonio indivisibile tra i soci. Godono inoltre di agevolazioni tributarie. 2) Cooperative a mutualità non prevalente: le cooperative a mutualità non prevalente sono dette anche “diverse” e, a differenza di quelle protette, hanno un patrimonio in larga misura divisibile tra i soci. Inoltre, esse non godono di nessuna agevolazione fiscale e possono trasformarsi in società lucrative, purchè però devolvano la parte che eccede il capitale ai fondi mutualistici.

Altre caratteristiche delle società cooperative

Le cooperative possono adottare anche la forma di società per azioni, o, in presenza di determinati requisiti, quella delle società a responsabilità limitata. Per costituire tali società occorre un numero di soci minimo, generalmente nove. La partecipazione sociale può essere rappresentata da azioni o quote a seconda che la cooperativa scelga il modello della Spa o della Srl. I soci possono essere esclusi  ed hanno uguale diritto di voto: questo fatto scoraggia i tentativi di acquisizione del controllo societario e giustifica la sottocapitalizzazione attuale delle cooperative. La partecipazione dei soci deve essere personale e la rappresentanza in assemblea è limitata a non più di dieci soci.

Le società mutue assicuratrici

La disciplina delle mutue assicuratrici è contenuta in tre articoli del codice civile, dal 2546 al 2548. In questo tipo di società vi è una totale compenetrazione del rapporto sociale e del rapporto assicurativo: infatti, non è possibile acquistare la qualità di socio se non ci si è assicurati presso la società stessa. Dunque si andrà a perdere la qualità di socio quando si sarà estinta l’assicurazione. Nelle mutue assicuratrici manca in sostanza un vero e proprio conferimento; inoltre, il capitale sociale e le obbligazioni sociali vengono garantite dai fondi di garanzia che si costituiscono grazie ai vari contributi assicurativi dei soci. Per andare a costituire i fondi di garanzia per il pagamento delle indennità l’atto costitutivo può prevedere conferimenti speciali da parte degli assicurati, che divengono in tal modo soci sovventori. Ovviamente questo tipo di società è soggetto alle autorizzazioni e ai controlli stabiliti da leggi speciali riguardanti l’esercizio dell’assicurazione; le norme viste in precedenza per le cooperative sono applicabili se compatibili. Inoltre è prevista una possibilità particolare per i soci sovventori, i quali possono ricevere dall’atto costitutivo un numero maggiore di voti rispetto agli altri soci, comunque non più di cinque.

Simone Ricci per BorsaeDintorni.it

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