Le nuove misure del governo per fare cassa

Alla fine sembra proprio che l’esecutivo possa riuscire nuovamente a far cassa proprio sugli immobili, con varie imposte che potrebbero essere introdotte anche nel 2012.

Per ora si parla con un certa frequenza di  rivalutazione delle rendite catastali oltre che anticipare al 2012 l’ introduzione dell’ imu, la tassa sugli immobili che dovrebbe sostituire l’ imu il cui gettito è interamente destinato ai Comuni. Inoltre già previsti i tagli alle detrazioni fiscali oltre che la possibile introduzione di una tassa patrimoniale.

L’ ipotesi di intervenire nuovamente sui conti pubblici non è così remota in quanto i mercati, e non solo loro anche imprenditori e varie parti sociali, chiedono a gran voce interventi che possano assicurare una crescita sostenuta e che non abbiamo soltanto la funzione di “fare cassa”.

Infatti , secondo investitori ed esperti del settore, la manovra di ferragosto, e cioè il recente Dl 138 del 2011, ha permesso di incassare almeno 53 miliardi di euro  non è sufficiente a stimolare i mercati e permettere di porre le condizioni per la crescita; pertanto si ritorna a parlare di stretta sulle pensioni, valorizzazione del patrimonio pubblico e condono edilizio abbinato magari ad un condono fiscale.

Inoltre si parla insistentemente anche di rivalutazione delle rendite catastali, che in base ad una legge del governo Prodi ( la l. 662 del 1996) attualmente vengono rivalutate del 5 per cento, ma ben presto si potrebbe aumentare la rivalutazione, portandola al 10 o 15 per cento oppure attuare una differenziazione in base agli immobili.

Del resto l’ aumento delle rendite produrrebbe sicuramente dei benefici in termini di gettito sin da subito e l’aumento potrebbe valere almeno 500 milioni di euro o addirittura 1 miliardo di euro se la rendita aumentasse del 15 per cento. Somme alle quali occorrerebbe anche aggiungere gli introiti derivanti da maggiori rendite derivanti dalle trascrizioni catastali ed altre imposte connesse.

La nuova Imu potrebbe partire già dal 2012 ed a questa potrebbe affiancarsi anche l’aumento delle rendite catastali. In questo modo i sindaci potrebbero compensare i tagli previsti agli enti locali e permettersi anche di avere maggiori margini.

Inoltre ulteriore gettito fiscale potrebbe derivare dal taglio delle agevolazioni fiscali già ampiamente previsto. Occorre anche ribadire che per quanto riguarda le agevolazioni è stata compilata una lista delle agevolazioni che non dovrebbero subire delle variazioni. Tra queste agevolazioni no è stata inserita alcuna delle agevolazioni che riguardano la casa. E’ possibile quindi che vengano limate le agevolazioni al 36 ed al 55 per cento oppure che venga anche ridotta la quota di detraibilità degli interessi relativi alla prima casa. Pertanto se non si raggiungeranno i risparmi previsti, 4 miliardi di euro, attraverso la riforma fiscale verranno tagliate in maniera lineare tutte le agevolazioni previste ( circa 460 voci che garantiscono almeno 20 miliardi di risparmio).

Borsa
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