Le novità SEPA per le carte di credito


Introduzione

Il mondo dei servizi di pagamento è in continua evoluzione e per rendersene conto basta entrare in un qualsiasi negozio. Le transazioni, grazie al fatto che sempre più persone utilizzano le carte di pagamento per fare i propri acquisti, durano pochi secondi e gli assegni e i contanti stanno lentamente andando in pensione. E tutto ciò, nonostante il nostro paese non sia ancora tra i primi paesi in Europa per quel che riguarda l’uso di queste carte. Pian piano, comunque, ci si sta adeguando e si comincia ad apprezzare il fatto che le carte di credito, oltre a essere molto comode, sono anche molto più sicure dei cari, vecchi contanti. Da oggi, poi, a favorire questo cambio di abitudini contribuisce sicuramente un fattore ulteriore: la nascita della Sepa (acronimo che sta per Single Euro Payments Area), ovvero la nascita di un’area unica per i pagamenti in euro, la quale consentirà a ciascun cittadino all’interno dei 31 paesi europei di effettuare acquisti attraverso un unico conto corrente bancario e un’unica carta di pagamento con la stessa facilità e sicurezza con cui ciò avviene nel paese d’origine. Grazie alla Sepa, dunque, tutte le carte in circolazione diventano “europee”.

 

Carta di credito o bancomat?

Questa è una delle domande più diffuse alla cassa di un negozio o di un supermercato: ma qual è esattamente la differenza? Le carte sono degli strumenti di pagamento alternativi al contante, le quali consentono l’acquisto di beni e servizi presso esercizi commerciali che sono convenzionati. Si distinguono in questo senso due grandi famiglie: 1)le carte di debito (in Italia abbiamo in PagoBancomat, che consente di effettuare pagamenti con addebito immediato sul conto corrente bancario); 2)le carte di credito (ad esempio i classici marchi Visa, Mastercard, American Express e Diners), che consentono di addebitare la spesa effettuata sul conto, di norma, a partire dal mese successivo. Molto spesso le carte di ultima generazione possono essere utilizzate sia come carte di credito che come carte di debito. Entrambe, con alcune differenze, offrono la possibilità di prelevare il denaro contante presso gli sportelli Bancomat delle banche. Esistono poi le cosiddette carte prepagate, le quali non prevedono l’addebito su un conto corrente, dal momento che l’importo da spendere è stato versato in via preventiva dal titolare direttamente sulla carta, un po’ come avviene per le ricariche telefoniche.

 

Le carte di debito: il PagoBancomat

Le carte di debito vengono solitamente emesse dalle banche. Per poter effettuare le operazioni è necessario inserire un codice di riconoscimento personale di 5 cifre, il celebre pin; l’importo delle transazioni effettuate viene addebitato in maniera immediata sul conto corrente del titolare. Inoltre, se abilitata (sulla tessera deve necessariamente comparire il simbolo di un circuito internazionale di pagamento: tra i più famosi ricordiamo Cirrus, Maestro e Visa Electron), è possibile andare a utilizzare la carta di debito anche all’estero sia per il prelievo di contante che per i pagamenti presso gli esercizi commerciali convenzionati. L’addebito, in questo caso, avviene dopo qualche giorno dall’utilizzo. Sono, poi, previsti dei massimali giornalieri e mensili di utilizzo, sia per i prelievi sia per i pagamenti, che si possono concordare con la propria banca. Elenchiamo ora alcune delle possibilità offerte dal PagoBancomat: a)acquisto di beni e servizi presso i punti convenzionati; b)ritiro del contante in Italia; c)ritiro del contante e possibilità di pagare presso esercizi all’estero; d)effettuazione di ricariche telefoniche e altri pagamenti simili; e)pagamento dei pedaggi autostradali; f)acquisti online; g)versamento di assegni e banconote con accredito immediato.

 

Le carte di credito

Le carte di credito vengono emesse da istituti di credito o da istituti finanziari. I relativi importi vengono addebitati, in un’unica soluzione, solo in una fase successiva al momento in cui si sostiene la spesa o si prelevano le banconote. Esse permettono sostanzialmente di fare pagamenti e prelievi sia in Italia che all’estero, mediante dei circuiti internazionali di pagamento. È previsto un canone annuo di utilizzo che varia in funzione del tipo di carta e dell’istituto che l’ha emessa; alcune banche offrono canoni gratuiti, spesso a condizione di effettuare spese per un determinato importo entro l’anno, mentre non sono previsti costi aggiuntivi per il pagamento di beni e servizi. Fanno parte di questa categoria anche le carte revolving, le quali consentono di restituire a rate le somme pagate. Quando si sottoscrive il contratto per una carta revolving vengono concordati sia il limite massimo del prestito concesso sia la rata minima di rimborso. Trattandosi di un vero e proprio prestito, il titolare paga all’emittente alcune spese fisse e gli interessi sul finanziamento; prima di sottoscrivere il contratto, comunque, è necessario valutare sia il Tan che il Taeg. Le carte prepagate, infine, sono delle carte che richiedono, prima del loro utilizzo, un caricamento di fondi che verranno spesi in seguito: non richiedono la presenza di un conto corrente di appoggio e possono essere sia di debito che di credito.

 

 

SIMONE RICCI

Continua: Carte di credito crescono prepagate e transazioni





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